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Federalberghi Veneto: un’estate positiva ma difficile un recupero al pre-pandemia

Prematuro un eccessivo ottimismo perché bisogna il 2020 ed il 2021 hanno registrato livelli molto al dì sotto della media a causa della pandemia come i primi tre mesi del 2022. Restano i problemi di mancanza di personale

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Una vista dall'alto di Jesolo

 

VENEZIA. Un’estate positiva per il turismo veneto, ma non senza incognite e criticità. Alla vigilia di Ferragosto Federalberghi Veneto ha reso noto i dati di H-Bencmark e dell’Osservatorio Turistico Federato della Regione Veneto sul mese di agosto con un confronto con il 2021 e con il 2019. Gli indicatori ed i trend sono sicuramente positivi, in particolare per le realtà stagionali come lago e costa, ma “è prematuro un eccessivo ottimismo perché bisogna ricordare che il 2020 ed il 2021 hanno registrato livelli molto al dì sotto della media a causa della pandemia come i primi tre mesi del 2022” afferma una nota.

Per questo, prosegue Federalberghi, probabilmente sarà difficile anche per il 2022 un totale recupero dei livelli di occupazione delle strutture alberghiere pre – pandemia. E a questo si aggiungono altre criticità per gli imprenditori del settore come il costo delle materie prime, dell’energia ed il problema del capitale umano. Sono questi alcuni elementi emersi dall’analisi e sottolineati dal presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon.

HOTEL CITTA’ D’ARTE

L’analisi sui primi 10 giorni di agosto con un confronto con lo stesso periodo degli anni precedenti registra nel 2022 un 58,9 % di occupazione media. Un dato positivo anche se leggermente in calo rispetto al 2021 ( -2,3%) ed ancora non ai livelli 2019 ( -10,1%).

Le ragioni sono abbastanza evidenti:

• Temperature molto elevate dirottano i flussi turistici verso laghi e coste e montagne;

• Difficoltà operative dei voli sugli aeroporti internazionali di Venezia, Treviso e Verona hanno inciso in parte sulla clientela internazionale in questi primi 10 gg di agosto. Va detto, però. che le città escono da 4 mesi estremamente interessanti con alti tassi di occupazione sia per mercato internazionale che mercato interno.

Le previsioni sulla seconda parte di agosto (12-31 agosto) danno un trend favorevole con + 3,1% di occupazione sulle strutture alberghiere rispetto al 2021 e comunque un +1,4% anche sul 2019 che resta l’anno di riferimento. Nell’arco del 2022 scontano comunque i primi 3 mesi al di sotto dei valori dello 2019 a causa della pandemia e delle restrizioni che nella media annuale non danno ancora la certezza di recuperare completamente quanto perso. Un dato interessante, da registrare, è l’incremento delle permanenze medie con un +0,1% rispetto al 2021 ed un +0,5% sul 2019 a testimoniare che nonostante una mancanza di voli il turismo straniero di prossimità ha promosso l’offerta delle città d’arte del Veneto.

HOTEL LAGO

Per la destinazione lago il dato appare significativamente positivo: 93,2% il tasso di occupazione delle strutture alberghiere analizzate sui primi 10 giorni di agosto, cioè un + 0,3% rispetto al 2021 che registrava comunque un dato già molto positivo con al 92,9% di tasso occupazione ed un + 17,3% rispetto al 2019 a significare una pressione molto elevata in questi primi 10 giorni di agosto anche superiore rispetto al 2019.

Il trend, in prospettiva, è tutto sommato positivo anche sulla seconda settimana di agosto (12-31 agosto) con già un 79,8% di occupazione acquisita già oggi in linea con il trend a consuntivo del 2019. E le prospettive di incremento con le prenotazioni last minute sono da considerarsi positive. Le prenotazioni registrate alla data odierna rispetto alla pari data del 2019 ci danno un valore superiore del 10,6 punti percentuali in più che faranno presagire un mese di agosto decisamente favorevole.

Nell’analisi della destinazione lago è interessante la provenienza. Infatti nonostante nel nostro Paese Agosto sia un mese ad appannaggio degli italiani, in particolare la settimana centrale, il dato delle strutture alberghiere del lago di Garda ci dice che il 42% delle presenze viene dalla Germania dove i tedeschi la fanno da padroni sia sulle prime due settimane di agosto sia sulle seconde 2 settimane ( 38% tedeschi ) con gli italiani che si assestano rispettivamente al 11% nel periodo 1-11 Agosto ed al 14% dal 12 al 31 Agosto con Regno Unito e Svizzera che completano le restanti presenze degli stranieri in quest’area.

Anche per quel che riguarda il lago le permanenze medie sono in leggero aumento nelle strutture alberghiere. Nel 2022 sono mediamente 7 notti (+ 0,7% rispetto al 2021), mentre, il 2021 registrava 6,3 notti. Se guardiamo al 2019, invece, si registra un + 0,6%. Questo conferma un mese di agosto assolutamente positivo per le strutture alberghiere del lago in linea con i dati positivi registrati con i mesi precedenti della stagione estiva.

HOTEL MONTAGNA

Sulla prima decade di agosto gli alberghi della montagna registrano un tasso di occupazione del 73,6% rispetto ad un dato consuntivo del 2021 del 79% ed un dato del 2019 del 71%. Sulla seconda

parte di agosto le previsioni ed i numeri restano positivi registrando già oggi un 68,6% (+ 6.9% di occupazione) a pari data rispetto al 2019 che in condizioni normali di mercato indicava un 61,7% ed un 74% del 2021. Anche qui le permanenze medie sono in leggero aumento con un valore di 7,1 notti (+ 6,5%) rispetto al 2021 (6,5 notti) ed un + 6,2% rispetto al 2019 che era di 6,2 notti.

HOTEL COSTA VENETA

È un trend positivo anche per le coste quello che riguarda il mese di agosto ed è in linea con i dati confortanti registrati nei mesi precedenti. Dall’1 all’ 11 agosto registriamo un’occupazione media sulla costa del 85,4% contro un 76,4% del 2019, quindi, un + 9,0% rispetto al 2019 che resta un anno di riferimento in condizioni normali di mercato. Il dato occupazionale in prospettiva sulla seconda parte del mese di agosto (12-31 agosto) registra alla data odierna sulla costa Veneta ancora qualche punto percentuale in meno rispetto al 2021 ed al 2019, ma in questo caso particolare siamo di fronte ad una dinamica di prenotazione molto sotto data forse nella speranza di poter accedere a qualche offerta last minute che difficilmente si realizzerà a fronte di una forte pressione della domanda come quella che stiamo registrando.

Per quel che riguarda la provenienza i primi 10 giorni di agosto sulla costa veneta restano un mese ad appannaggio degli italiani con un 27% di presenze rispetto al 23% dei tedeschi ed il 14% degli austriaci. Dal 12 al 31 agosto sempre gli italiani segnano un 26% rispetto un 19% dei tedeschi ed un 9% degli austriaci. Anche sulla costa un generale aumento della permanenza media: 7 notti nell’ agosto 2022 contro le 6,6 del 2021 e 6,7 del 2019.

HOTEL TERME

Il mese di agosto non è tra i mesi più gettonati per le vacanze termali che vedono maggiore interesse nelle cosiddette “mezze stagioni” (ovvero i mesi di settembre, ottobre, aprile e maggio). Le prenotazioni del mese di agosto sono partite leggermente più in ritardo rispetto al 2021 e 2019, ma anche in questo caso con una finestra di prenotazione moto sotto data che fa presagire un mese in linea con i valori del 2021 anche se non del tutto con quelli del 2019. Gli alberghi del bacino termale registrano sulla prima decade di agosto (1-11 agosto) comunque con un tasso di occupazione camere del 62,2%, che è dato in crescita dal 12 al 31 agosto con un tasso di occupazione del 70%. I valori medi sono ancora al di sotto rispetto al 2019 e 2021, ma oggetto anche in questo caso di forte dinamismo particolarmente sotto data. Bisognerà attendere, quindi, il dato a consuntivo a fine mese per avere un quadro più preciso. Per questa destinazione nei primi 10 giorni di agosto le provenienze confermano il peso del mercato interno con gli Italiani che rivestono il 41% delle presenze, seguiti dai francesi (7,2%) e dia tedeschi (5,4%). La seconda parte di agosto (12 – 31/08) vede gli italiani costituire sempre il 41% delle presenze seguiti sempre, però, dai tedeschi (5,3%) e dai francesi (3,6%).

“I dati indicano un trend complessivamente positivo in linea con i mesi centrali della stagione e con una forte pressione della domanda interna, ma anche degli stranieri. Nonostante agosto resti tradizionalmente un mese particolarmente importante per le vacanze degli italiani nella nostra regione Veneto, rileviamo in alcune destinazioni che la somma delle presenze dei turisti stranieri provenienti da Germania, Austria e Svizzera superano anche nel mese di agosto le presenze degli Italiani come rileviamo nelle nostre coste e nel lago di Garda. Questo a significare un buon ritorno di questi turisti verso la nostra regione dopo 2 anni di pandemia che li hanno fortemente limitati negli spostamenti”. Dice il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon.

“Nel corso del 2022 hanno giocato un ruolo importante le condizioni meteo particolarmente favorevoli per molteplici aspetti. Infatti l’assenza di piogge sta contribuendo a spingere molto le presenze verso le zone del lago e della costa, ma anche della montagna in cerca probabilmente di un po’ di refrigerio. Vi è un ulteriore importante aspetto da rilevare che sottolinea l’attrattività della nostra offerta. Nonostante le difficoltà negli spostamenti aerei e le cancellazioni di molti voli che hanno creato non pochi disagi ai turisti internazionali, questi non hanno rinunciato a raggiungere le nostre destinazioni con mezzi propri, grazie anche ad una posizione strategica del Veneto vicino alle linee di confine di di Austria Germania, Svizzera e Francia che rappresentano dei mercati importanti” aggiunge.

“Un grande assente che registriamo è il “last Minute”, in particolare, in questo mese di agosto, dove nonostante si riesca ad individuare ancora qualche disponibilità i prezzi registrano una generale tenuta. Questo è frutto da un lato della pressione della domanda che comunque resta elevata e dall’altro lato dal fatto che i costi gestionali assorbiti dalle strutture ricettive del Veneto rimangono elevatissimi come quelli delle materie prime ed in primis quelli dell’energia elettrica e del gas che hanno raggiunto ormai valori che superano il 180% ed in alcuni casi anche il 300% rispetto agli anni precedenti. Questo ovviamente non gioca a favore di politiche di prezzo particolarmente vantaggiose per chi cerca magari l’offerta dell’ultimo minuto”.

“Complessivamente va sottolineato, però, come gran parte di questi aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia siano stati totalmente assorbiti dalle aziende per mantenere invariati i prezzi offerti alle prenotazioni già registrate, a quote di mercato acquisite negli anni precedenti ad un sempre corretto rapporto di qualità - prezzo. Gli albergatori per mantenere intatti i prezzi hanno fatto uno sforzo economico importante che rappresenta per loro un investimento sul futuro”.

Infine, il presidente Schiavon chiude con una riflessione sul capitale umano: “è una spina nel fianco del settore del turismo con molte aziende che operano ancora sottorganico. Nonostante questo non trascurabile problema, in alcuni casi si è preferito sacrificare la piena occupazione delle strutture ricettive per mantenere un adeguato livello di servizio ed il relativo prezzo di vendita”.

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