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Cento miliardi, è il valore dell’export del Nordest nel primo semestre

La variazione è del +20,5 per cento rispetto allo stesso periodo del ‘21. Il Veneto segna +19,3% a 41 miliardi, il Fvg supera i 10,5 miliardi, +30,8%

Riccardo De Toma
2 minuti di lettura
HHLA/Dietmar Hasenpusch 

PADOVA. Sfiora i 100 miliardi l’export del Nordest nei primi sei mesi del 2022, in crescita del 20,5% rispetto al 2021. A trainare il recupero soprattutto il Friuli Venezia Giulia, con un incremento del 30,8%, mentre il Veneto si accontenta su un più modesto +19,3%, in linea con i valori delle altre due regioni nordorientali, il Trentino Alto Adige (+20,9%) e l’Emilia-Romagna (+19,7%).

I dati dell’Istat consegnano valori positivi e in crescita anche rispetto all’era pre-Covid, se è vero come vero che rispetto al periodo gennaio-giugno 2019 le esportazioni sono cresciute del 28% a livello di ripartizione, con un +25% per il Veneto e addirittura un +43% per il Friuli Venezia Giulia, premiato anche dal boom delle navi da crociera di Monfalcone.

Attenzione però: i dati sarebbero meno brillanti se depurati della componente prezzi. Quest’ultima incide pesantemente sulla crescita delle esportazioni, espressa in euro, e a confermare il peso dei rincari di materie prime e forniture c’è la dinamica dell’import, che purtroppo per il nostro Paese cresce molto più velocemente rispetto alle vendite estere.

Rispetto al 2021, a fonte di quasi 17 miliardi in più di export a Nordest, le importazioni sono cresciute di quasi 21 miliardi (+28%), quindi con un peggioramento complessivo della nostra bilancia commerciale. Bilancia che a Nordest resta comunque positiva, mentre nel primo semestre dell’anno è scivolata in terreno negativo per l’Italia, passata dai +24 miliardi della prima metà del 2019 e dai +29 del 2021 al preoccupante -13 di quest’anno.

IN FVG

Il +30,8% del Fvg è una delle variazioni tendenziali più alte registrate a livello nazionale (oltre 8 punti superiore alla media nazionale che è +22,5%. Sul risultato, come rileva il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, ha un impatto non secondario la già citata cantieristica navale, che segna +89% rispetto al primo semestre ’21. Anche al netto dell’effetto Monfalcone, la variazione dell’export Fvg sarebbe comunque del 26%, superiore sia alla media nazionale che a quella del Nordest. Per quanto riguarda gli altri settori chiave, gli incrementi più marcati riguardano siderurgia (+50%) e produzioni in metallo (+40%), comparti fortemente energivori dove è stato più forte l’effetto rincari. Il mercato Ue fa +34,5%, con in pole Germania (+32%) e Francia (+42%). Bene anche gli Usa (+41%), mentre scende (-32%), inevitabilmente, il mercato russo. 

IN VENETO

Le esportazioni venete, come già riportato, fanno segnare un incremento del 19,3%, leggermente inferiore sia rispetto al valore nazionale (+22,5%) che alla media del Nordest (+20,5%). I dati dell’Istat però confermano saldamente il Veneto tra le locomotive dell’export nazionale, al terzo posto per valori nel primo semestre con i suoi 41 miliardi, alle spalle del colosso Lombardia (81 miliardi) e dell’Emilia-Romagna (42 miliardi). Incrementi superiori alla media, tra i comparti chiave, per i metalli di base (+33%), la chimica (+26%), i mezzi di trasporto (+23%), meno bene la gomma-plastica (+17%), l’impiantistica elettrica (+16%) e il mobile (+15%). Tra i principali mercati di sbocco bene gli Usa (+29%) e soprattutto il Medio Oriente (+53%), in area Ue la Germania (+21%) cresce più della Francia (+18%). Modesto l’incremento delle vendite nel Regno Unito (+12,5%).

nordesteconomia@gedinewsnetwork.it

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