In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

Al via a Verona il salone Marmomacc

Dal 27 al 30 settembre, totalmente in presenza e senza restrizioni dettate dal Covid. Dieci Padiglioni occupati da 1.168 aziende espositrici provenienti da 47 Paesi, la cinquantaseiesima edizione di Marmomacc promette faville e cinquantamila visitatori

Edoardo Bus
2 minuti di lettura

Marmomacc, la fiera internazionale dedicata alla pietra naturale leader al mondo, si terrà a Verona dal 27 al 30 settembre, totalmente in presenza e senza restrizioni dettate dal Covid. Dieci Padiglioni occupati da 1.168 aziende espositrici provenienti da 47 Paesi, la cinquantaseiesima edizione di Marmomacc promette faville e cinquantamila visitatori.

“A Verona – dice il Presidente di Veronafiere Federico Bricolo – arriveranno persone da 120 Paesi del mondo, per una rassegna che riguarda l’intera filiera del marmo, dall’estrazione alla lavorazione, dai macchinari al design”. “Un settore che vale a livello nazionale 4,1 miliardi di fatturato, di cui tre derivanti dalle esportazioni – spiega Flavio Marabelli, di Confindustria Marmomacchine.

Un settore che ha recuperato dopo la crisi determinata dalla pandemia e che l’anno scorso ha segnato un +20% ed ha appena chiuso il primo semestre del 22 in ulteriore crescita del 9,4%”. Insomma, la pietra naturale porta valore aggiunto al nostro Paese e garantisce ulteriore sviluppo, in particolare sui nuovi mercati.

“L’internazionalità è la cifra di Marmomacc – ha detto Maurizio Danese, al suo esordio pubblico da amministratore delegato di Veronafiere – tanto che quest’anno avremo buyer e aziende anche da paesi lontani che vanno dall’India al Brasile, dall’Iran al continente africano. Segnalo però in particolare il padiglione 10, che sarà la vetrina su cultura ed economia del made in Italy”. Ma ecco le cinque novità più interessanti che promette l’edizione di quest’anno della Fiera del Marmo. In primis la sostenibilità.

Confindustria Marmomacchine scommette sulla sostenibilità ambientale del prodotto e presenta un manifesto decalogo in cui spiega come, nel ciclo di vita del marmo, ci sia spazio per attenzione all’ambiente ed al riciclaggio, per rilanciare la pietra naturale “aggredita” da ceramica e prodotti sintetici. Veronafiere ed il Comune di Verona poi promuovono l’iniziativa “Less carpet, more trees”, eliminando il 95% della moquette nei padiglioni e, con i fondi risparmiati, piantando 200 alberi nei quartieri intorno alla Fiera.

Da segnalare gli interventi del famoso architetto Craig Copeland sul tema dell’uso della pietra nei progetti di architettura e design e quello di Vittorio Sgarbi in qualità di presidente della Fondazione Canova, per presentare un convegno sul celebre scultore in occasione dei duecento anni dalla morte.

Quindi la ricerca universitaria dedicata al paesaggio dello spazio pubblico urbano, che racconta la varietà e la ricchezza del marmo italiano, attraverso una sorta di viaggio nell’Italia delle pietre, dai territori delle cave alle stratificazioni dei paesaggi urbani.

Infine, la presenza del Verona Stone District, ovvero il più importante distretto del marmo nazionale, che oltre a giustificare il perché di una fiera del genere a Verona, continua a crescere più del mercato, con un significativo +16% nel primo semestre 22. Il distretto del marmo e pietra del veronese sarà presente con un suo stand che rappresenterà “una mostra collettiva – dice il presidente Filippo Semenzin – sulle eccellenze del territorio e sulla qualità e tradizione di 18 aziende delle provincie di Verona e Vicenza”.

I commenti dei lettori