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Bluenergy si copre contro lo stop delle forniture, 35 milioni per lo stoccaggio del gas

La società ha ottenuto da Intesa Sanpaolo, con garanzia Sace, un finanziamento destinato a spesare lo stoccaggio in proprio del gas così da garantire la continuità energetica ai suoi 300mila clienti, anche in caso di interruzione dei flussi

Maura Delle Case
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Lo spettro dell’interruzione della fornitura di gas il prossimo autunno-inverno ha spinto la multiutility friulana Bluenergy group ad adottare misure straordinarie.

La società ha ottenuto da Intesa Sanpaolo, grazie alla Garanzia SupportItalia di Sace, un finanziamento di 35 milioni di euro destinato a spesare lo stoccaggio in proprio del gas così da garantire, anche nell’evenienza peggiore, vale a dire un’interruzione dei flussi dai canali attualmente attivi, la continuità energetica ai suoi 300mila clienti, la gran parte dei quali residente (nel caso dei privati) o operativa (in quello delle aziende) tra Fvg (il 55% del totale), Lombardia e Veneto.
Garanzia SupportItalia è il nuovo strumento straordinario previsto dal Decreto Aiuti, nell’ambito del Temporary Crisis Framework varato dalla Commissione europea e valido fino al 31 dicembre 2022, per sostenere i finanziamenti rilasciati dagli istituti di credito destinati a contrastare gli effetti negativi della crisi russo-ucraina e del caro energia sulle imprese italiane.

«In un quadro generale caratterizzato dall’incertezza di continuità di erogazione della materia prima, abbiamo innanzitutto sentito il dovere e l’urgenza di proteggere i nostri clienti dalla crisi energetica che stiamo vivendo - spiega l’Ad di Bluenergy group, Alberta Gervasio –. Grazie alla storicità e alla solidità del nostro Gruppo e a partner come Intesa Sanpaolo e Sace saremo in grado di mettere in atto un’operazione che mira a garantire la continuità di erogazione di tutte le nostre forniture. Un ringraziamento al team della Filiale Imprese di Udine e della Rete di Sace - conclude l’Ad - per aver lavorato a fianco all’azienda per congiungere la finanza agli aspetti tecnici peculiari del settore».

Commentano con soddisfazione l’iniziativa i due partner del gruppo friulano, Sace e Intesa Sanpaolo. «Siamo lieti di essere al fianco di Bluenergy, realtà importante nella fornitura di luce e gas alle aziende e alle famiglie del Nord Italia, che vuole investire nella sicurezza energetica al fine di fronteggiare le conseguenze del conflitto russo-ucraino e del caro materie prime» commenta Marco Martincich, responsabile mid corporate nord est del gruppo assicurativo-finanziario italiano.

«L’operazione con Bluenergy è un segnale concreto di vicinanza al territorio per garantirne la continuità energetica, affinché famiglie e imprese possano essere sostenute nelle loro attività» dichiara dal canto suo Francesca Nieddu, direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo, sottolineando la difficoltà del momento in cui s’inserisce l’iniziativa, «un momento - afferma - in cui famiglie e imprese si trovano a dover gestire costi inattesi che rischiano di avere gravi impatti sulla quotidianità, a partire da produzione e occupazione».

Se dal canto suo Bluenergy sta facendo il possibile per mettere in sicurezza la fornitura, poco può sui costi, che anzi subisce a sua volta, acquistando l’energia sul mercato con l’aggravio di dover fornire garanzie e anticipi ai fornitori.

L’unica soluzione per i clienti è cercare di limitare i consumi come spiega il neo direttore generale di Bluenergy group, Davide Villa (in forze alla società friulana dallo scorso primo aprile) che sul non concede false illusioni: «Stiamo facendo un’importante attività di comunicazione nei confronti dei clienti per spigar loro che agire sul consumo, contenendolo dove possibile, è l’unico modo per sopperire agli aumenti. A questo si aggiunga la lettura del contatore, perché per apprezzare gli effetti delle azioni di contenimento dei consumi è necessario che i consumi fatturati siano quelli reali e non stimati».

Se a questo si aggiungono sistemi di riscaldamento non obsoleti, impianti per la produzione di energie rinnovabili (vedasi il fotovoltaico) e ancora elettrodomestici a basso consumo la missione di tenere la bolletta sotto controllo diventa ancor più a portata di mano.

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