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Udine-Brescia, prove di alleanza tra le due regine della siderurgia italiana

E’ l’obiettivo dell’incontro tra le delegazioni delle due Confindustrie di Brescia e Udine a Palazzo Torriani. Allo studio sinergie su alcune filiere produttive

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Udine è la seconda provincia italiana per valore dell’export di prodotti siderurgici, preceduta soltanto da Brescia. Escludendo dalle esportazioni totali quelle relative ai tubi e ai prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (quindi solo prodotti della siderurgia in senso stretto), Udine precede Brescia di oltre 100 milioni di euro (fonte Istat, anno 2021).

Si può partire da questi rilievi statistici per comprendere l’interesse e l’attenzione con cui Confindustria Udine ha accolto, questa mattina, a palazzo Torriani, una delegazione di imprenditori di Confindustria Brescia, guidata da Marco Capitanio, presidente della Piccola Industria, e da Filippo Schittone, direttore generale, e composta, tra gli altri, pure da Pietro Almici, vicepresidente di Anima, organizzazione industriale di categoria del sistema Confindustria che rappresenta le aziende della meccanica, e Marcello Gelfi, professore ordinario di Ingegneria industriale e dell’informazione ambito Metallurgico.

A ricevere la delegazione confindustriale bresciana erano presenti, a palazzo Torriani, numerosi imprenditori friulani, tra cui la vicepresidente dell’Associazione Anna Mareschi Danieli, il vicepresidente con delega alla Piccola Industria, Massimiliano Zamò, il vicepresidente con delega all’Innovazione Dino Feragotto, i capigruppo Matteo Di Giusto, Massimo Masotti e Marco Vidoni, nonché il past president Adriano Luci.

La sessione mattutina di lavoro, imperniata principalmente in presentazioni reciproche e networking tra associati, è stata introdotta proprio dalla vicepresidente Mareschi Danieli, che ha riassunto, a beneficio degli imprenditori ospiti, i punti di forza dell’industria della provincia di Udine che, con riferimento al primo semestre 2022, contribuisce al 39% dell’export regionale. In Provincia di Udine sono ubicate il 48,2% delle localizzazioni manifatturiere regionali (quasi 6mila) e il 41,2% degli addetti manifatturieri (oltre 47mila).

Con un focus specifico, Mareschi Danieli si è poi soffermata sull’industria metalmeccanica friulana, vera colonna portante della manifattura assieme ai comparti legno-arredo e alimentare.

Da sinistra Massimiliano Zamò, Anna Mareschi Danieli e Marco Capitanio

 

L’industria metalmeccanica della provincia di Udine conta quasi 24 mila addetti, il 50,5% degli addetti manifatturieri provinciali e il 37,7% degli addetti metalmeccanici regionali. Sono oltre 1.800 le localizzazioni metalmeccaniche attive (sedi di impresa + filiali), il 41,3% dell’intera regione.

Le esportazioni si confermano il vero motore trainante del comparto. Nel 2021 rispetto al 2020, sulla base dei dati Istat, le vendite all’estero della metalmeccanica hanno segnato un incremento del +29,9%, passando da 3.480 a 4.520 milioni di euro (+8,4% rispetto al 2019, quando erano pari a 4.169 milioni di euro). In crescita soprattutto la metallurgia (+57% sul 2020 e +34,2% sul 2019, che ha raggiunto i 2.158 milioni di euro). Il primo Paese di destinazione delle esportazioni dell’intero comparto metalmeccanico nel primo semestre 2022 è la Germania, con 465 milioni di euro (+45% rispetto al 2021).

Mareschi Danieli ha altresì ricordato che il Pil in FVG dopo l’eccezionale contrazione del 2020, -7,5%, la più contenuta fra tutte le regioni italiane, è cresciuto lo scorso anno del 6,6% e potrebbe aumentare, secondo le analisi dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine, di oltre il 3% quest’anno, al di sopra delle stime di Prometeia dello scorso luglio (che vedevano +2,7% nel 2022). L’industria manifatturiera regionale, in particolare, ha chiuso il secondo trimestre 2022 con l’attività produttiva in accelerazione rispetto ai livelli rilevati nel primo trimestre. Nel trimestre aprile-giugno 2022 la produzione industriale è, infatti, aumentata dell’1,9% rispetto ai tre mesi precedenti.

Un’economia FVG in salute, pur profilandosi all’orizzonte anche qui elementi di incertezza sul quadro economico legati in primis al caro energia, non può che suscitare attenzione da parte di una delle province più industrialmente avanzate dell’Italia, come è quella bresciana. «Questo incontro - hanno infatti convenuto i rappresentanti di Confindustria Udine e Confindustria Brescia a conclusione del meeting – non è stata soltanto l’occasione per consolidare la conoscenza reciproca, ma può pure rappresentare l’inizio di un percorso condiviso di collaborazione con prospettive sinergiche molto interessanti, in particolare su alcune filiere produttive di riferimento».

e.delgiudice@gnn.it

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