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Concessioni al Porto di Venezia: Psa-Vecon prepara un investimento da 80 milioni di euro

Le autorizzazioni per l’uso delle banchine sono in scadenza, ecco le società dei terminal in lizza. Trv annuncia 50 milioni

Francesco Furlan
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
WDPhotography w.dabala@gmail.com 

Concessioni delle banchine in scadenza e società di gestione dei terminal che preparano piani industriali e investimenti, con l’obiettivo di convincere l’Autorità portuale della bontà dei loro progetti. Tra le concessioni che vanno a scadenza nel biennio 2022-2024 (più ulteriori 2 anni previsti per il blocco Covid) ci sono quelle delle banchine gestite da Tiv, Trv e Multi-Service. In attesa del via libera alla concessione c’è in queste settimane la società Psa-Vecon che si prepara a investire 80 milioni di euro tra gru per la banchina, nuovi mezzi elettrici che andranno a sostituire quelli alimentati a diesel, ristrutturazione degli uffici e dei magazzini.

«Speriamo che l’Authority risolva con celerità le questioni burocratiche, perché gli azionisti sono pronti a investire: si tratta di una grande opportunità al territorio», ha dichiarato nei giorni scorsi al sito specializzato Adriaports l’amministratore delegato di Psa Italy, Roberto Ferrari. La conferma che, nonostante le molte difficoltà d’accesso, Porto Marghera resta strategico, sopratutto per la sua posizione e l’approvvigionamento o la fornitura di merci nell’area produttiva più importante d’Italia e che comprende l’Emilia Romagna e la Lombardia. Un tessuto di aziende che vede in Venezia il porto di riferimento. Una delle banchine Vecon è tra quelle messe a disposizione, una volta alla settimana, per l’arrivo delle navi da crociera. Una convivenza che, secondo l’amministratore delegato, al momento funziona.

In questa fase l’Autorità portuale di Venezia cui spetta la decisione sulla concessione, sta valutando la richiesta pervenuta da Psa-Vecon, su cui poi dovrà esprimersi il comitato di gestione. L’analisi dell’Autorità portuale prevede criteri di valutazione, indicati nel regolamento, che riguardano ad esempio gli obiettivi di traffico, la sostenibilità ambientale e l’innovazione tecnologica dei macchinari, la capacità di stingere accordi di collaborazione con Università ed enti di ricerca, gli investimenti complessivi e un piano occupazionale che comprenda anche indicazioni sull’utilizzo della manodopera temporanea.

Le concessioni hanno mediamente una durata intorno ai 25 anni. Ciò che l’Autorità portuale si aspetta dalle società che si propongono per le concessioni e che intendono investire, è specificato anche in una delibera della fine dell’anno scorso: dallo sviluppo della produttività delle banchine, al piano di adeguamento alla rete ferroviaria.

Parlando di sostenibilità ambientale Terminal Rinfuse Venezia (Trv) ha annunciato a fine agosto la messa in esercizio di un impianto fotovoltaico della potenza di 185kW installato sulla copertura del “magazzino 432” a Porto Marghera. Un’opera finanziata da Euroports, capogruppo di Trv e principale operatore portuale di rinfuse secche in Europa con circa 62 milioni di tonnellate movimentate annue. Trv gestisce in concessione nel porto lagunare le banchine Aosta, Piemonte, Romagna ed Emilia, trattando principalmente prodotti agro-alimentari e rinfuse nere (carbone, ferroleghe e ghisa) e operando anche nel settore ro-ro. Nei giorni scorsi la società Euroports, che ha il suo quartiere generale in Belgio, attraverso l’amministratore delegato per l’area Mediterranea, lo spagnolo Pablo Garcia Muñiz, si è detta pronta a investire nei prossimi anni 50 milioni di euro per fare del Terminal rinfuse di Porto Marghera «il più importante dell’Adriatico per l’accesso non solo alla Pianura Padana ma a tutta l’Europa centrale».

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