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Generali, summit triestino a Palazzo Berlam con 57 top manager di trenta Paesi

L’evento lunedì 3 ottobre per discutere sulle strategie della compagnia con il Ceo Philippe Donnet e il presidente Andrea Sironi

Piercarlo Fiumanò
2 minuti di lettura

Trieste: Palazzo Berlam illuminato

 

Il Ceo Philippe Donnet lo aveva detto nell’ultima assemblea di aprile: «Trieste resta la nostra casa. Per continuare a crescere dobbiamo sempre ricordarci chi siamo e da dove veniamo. Questa città avrà un ruolo fondamentale per le Generali anche nei prossimi anni». I piccoli soci triestini, che hanno assistito non senza apprensione alle recenti battaglie fra i grandi azionisti, hanno bisogno di qualche rassicurazione in più. E l’annuncio va proprio nella direzione di valorizzare il dna triestino della compagnia. Palazzo Berlam, sede della Academy e dell’Archivio storico, uno dei palazzi iconici del Leone a Trieste nella ricorrenza dei suoi 190 anni, ospiterà domani lunedì 3 ottobre,a pochi giorni dalla Barcolana, il summit fra tutti i 57 amministratori delegati provenienti da 30 Paesi con i componenti del Group Management Committee, il comitato internazionale responsabile per la definizione delle priorità strategiche del Gruppo. Ed è la prima volta nella storia della compagnia che questo importante appuntamento, convocato un paio di volte l’anno per fare il punto sulle strategie e sul piano industriale del Leone, avviene a Trieste.

Il conclave del gruppo, che opera in 50 Paesi nel mondo con 8 milioni di clienti, si terrà in presenza. E anche questo è un segnale di apertura e di ritorno alla normalità dopo la lunga stagione dell’emergenza pandemica. E un messaggio simbolico anche per Trieste. All’incontro con il Ceo Philippe Donnet e il presidente Andrea Sironi parteciperanno top manager provenienti da Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Lussemburgo, Rep. Ceca, Slovenia, Croazia, Serbia, Polonia, Romania, Ungheria, Bulgaria, Spagna, portogallo, Grecia, Turchia, Usa, Argentina, Brasile, Cile, Ecuador, Hong Kong, China, India, Malesia, Tailandia, Indonesia e Vietnam. Inevitabile che questo evento rappresenti anche un occasione di analisi sulla attuale tempesta geopolitica mondiale, provocata dalla guerra in Ucraina, fra emergenza energetica, aumenti dei tassi e fiammate inflazionistiche. Philippe Donnet e il Cfo Cristiano Borean faranno il punto sull’attuazione del nuovo piano industriale con una prima linea di manager che è stata riorganizzata in giugno. A Palazzo Berlam ci saranno fra gli altri Marco Sesana, già a capo dell’Italia, promosso general manager del gruppo, Giancarlo Fancel (country manager per l’Italia) e poi guardando all’Europa, Giovanni Liverani, capo della nuova business unit che comprende Germania, Austria e Svizzera, il riconfermato Ceo International Jaime Anchústegui, il cui perimetro è stato esteso ai Paesi dell’Europa dell’Est, e Jean-Laurent Granier che guida le Business Lines mondiali.

Non è un caso che il summit avvenga a Palazzo Berlam, nuova icona del gruppo triestino, è oggi sede dell’Academy, il centro di formazione internazionale del Gruppo la cui attività è iniziata in piena pandemia con il programma We Learn e l’ambizione di fornire a tutti i 72 mila dipendenti le nuove competenze di business digitali. E proprio qui si può dire che il metodo ibrido (da remoto e in presenza) sia stato sperimentato anche a livello di formazione dei manager. Con il summit di domani viene lanciato un messaggio chiaro per un ritorno alla normalità dopo gli anni vissuti da remoto e in digitale. —

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