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Lusso, un business che a Nordest vale 5 miliardi

E’ il tema del nuovo numero del mensile Nordest Economia in edicola il 18 ottobre. In Veneto e Fvg tanta manifattura, ma le proprietà quasi sempre sono altrove

Maurizio Caiaffa
1 minuto di lettura

Il Nordest è la fabbrica del lusso mondiale. Un settore che accomuna diverse filiere (occhialeria, moda e accessori, oreficeria) e che è caratterizzato dalla sapienza artigiana delle sue maestranze, migliaia di artigiani e di lavoratori altamente specializzati. Un elemento, quello delle competenze artistiche e manuali, che ha attirato in Veneto e Friuli Venezia Giulia i colossi mondiali del lusso, in primis Lvmh. Né si deve pensare che si tratti una nicchia irrilevante sul piano dei ricavi aggregati e dell’impatto occupazionale. Se ne occupa il prossimo numero di Nordest Economia, allegato al nostro giornale di martedì prossimo. In effetti il settore del lusso nel Nordest arriva a valere 5 miliardi di euro di fatturato senza considerare le catene di fornitura, secondo una analisi realizzata da Adacta. Il lusso nel mondo vale 1140 miliardi, metà nel settore auto. Il totale Nordest vale invece, come detto, attorno ai 5 miliardi di fatturato sui 300 miliardi complessivi, circa l’1,5%.

Ma quello che emerge dal dossier costruito dal nostro mensile, è che a Nordest c’è tanta industria, ma sono poche le maison. Sono presenti con le loro produzioni praticamente tutti i grandi big globali, che si tratti di vere e proprie manifatture o di filiere di fornitori iper qualificati, che spaziano dall’impresa artigiana (cuore di ogni lusso degno di questo nome) agli impianti controllati direttamente dai mega player mondiali. Un luogo, il Nordest, che esprime una creatività di altissimo livello e competenze uniche di livello mondiale in alcuni settori cardine: occhiali, gioielleria e scarpe. Ma resta per l’appunto un lusso che ha la conformazione del distretto e come tale con un livello di dipendenza molto forte dalla decisione dei grandi conglomerati di fare (o non fare) gli investimenti. Da questo quadro si salva l’occhialeria, ma perché in questo ambito il campione mondiale, che si chiama EssilorLuxottica, appartiene al territorio. Ma per il resto resta il dato sulla dipendenza dai big mondiali. Cerca di andare in controtendenza un imprenditore come Renzo Rosso: in un’intervista al nostro mensile ribadisce che l’Italia ha le carte in regola per realizzare un proprio “campione” nel lusso.

m.caiaffa@gnn.it

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