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Smart working fisso al venerdì: le Generali contro il caro-energia

L’accordo con i sindacati, nel quadro dell’intesa sul Next Normal, stabilisce un giorno preciso per il lavoro remoto sui tre garantiti da Trieste a Mogliano Veneto

Piercarlo Fiumanò
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Nei palazzi delle Generali luci spente dopo l’accordo siglato con i sindacati che prevede uffici chiusi e smart working fisso per tutti il venerdì nei centri direzionali della compagnia in Italia. Il gruppo triestino contrasta così il "caro bollette" nel pieno della «gravissima crisi energetica» provocata dalla guerra in Ucraina. Da qui la decisione di «razionalizzare e ridurre i consumi energetici, non potendosi escludere, nei prossimi mesi anche un razionamento a livello distributivo del gas». L'accordo, raggiunto con i sindacati dal gruppo del Ceo Philippe Donnet, prevede la chiusura delle sedi direzionali anche nel mese di agosto e nelle festività natalizie. L’intesa riguarda in particolare il personale nelle sedi direzionali (da Trieste, Milano, Mogliano Veneto quartier generale di Generali Italia, fino a Roma). A Trieste si tratta della sede storica in Piazza Duca Degli Abruzzi e in quelle di Via Trento, Corso Cavour via Machiavelli, via Carducci. Basti pensare che in città lavorano fra Banca Generali e Genertel circa un migliaio dei 13 mila dipendenti in Italia. Nell’accordo c’è anche la riduzione di 3 gradi della temperatura degli uffici nella stagione invernale.

Le novità, che partiranno l'11 novembre e saranno in vigore fino al 5 gennaio del 2024, comportano così risparmi sulle bollette per il gruppo triestino. Non una settimana corta, essendo tutti al lavoro da remoto. L’intesa si richiama al precedente accordo del 2021 che è stato il primo nel settore a regolamentare lo smart working anche nella fase post-pandemia con un modello ibrido in presenza e da remoto. Dei tre giorni di smart working stabiliti dall’accordo Next Normal siglato nel 2021, che introduceva per la prima volta il diritto alla disconnessione dal digitale nel gruppo, uno viene ora fissato sempre il venerdì con l’effetto di poter così risparmiare sulla bolletta in tutti i palazzi delle Generali a Trieste e nelle altre sedi nel Paese. Inizialmente la compagnia guidata dall'amministratore delegato Philippe Donnet aveva prospettato un piano che, oltre al venerdì, prevedesse anche il lunedì come giorno di chiusura degli uffici e quindi di lavoro da remoto obbligatorio. Tuttavia, come spiegano First Cisl, Fisac Cgil, Fna, Snfia e Uilca, alla fine si è trovato una linea di mediazione sul solo venerdì in smart working.

I giorni di lavoro da remoto settimanali restano di fatto invariati rispetto all'accordo del 2021 e, nell'ambito della nuova intesa, viene rivisto il contributo economico già previsto che sarà definito in occasione della verifica annuale del prossimo marzo. Nel 2021, in piena pandemia, l’accordo sul Next Normal già prevedeva infatti un contributo a tutti i lavoratori. Quali i vantaggi del lavoro ibrido? Gianluca Perin, oggi general manager di Generali Country Italia,  aveva spiegato in un colloquio con il Piccolo di Trieste che «lo smart working favorisce la naturale introduzione di tecnologie sempre più avanzate e, al contempo, un processo naturale di apprendimento e aggiornamento continuo delle competenze professionali. Ma non solo. Favorisce la conciliazione delle esigenze delle famiglie fra casa e lavoro e incoraggia la crescita manageriale femminile».

L’accordo sarà modellato con le diverse esigenze nei vari Paesi in cui il gruppo triestino è presente. Se le Generali hanno appena siglato un accordo con i sindacati sullo smart working fisso il venerdì, Intesa Sanpaolo, la prima banca italiana, di recente ha proposto ai dipendenti degli uffici centrali (esclusi quelli delle filiali) la cosiddetta "settimana corta" di quattro giorni rispetto ai canonici cinque, basata su nove ore quotidiane. In questo caso, però, le trattative con i sindacati sono ancora in corso e l'intesa ancora non è stata raggiunta. —

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