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Confindustria Verona: serve una visione per costruire il futuro

Raffaele Boscani all’apertura dell’assemblea dell’associazione: «Dobbiamo avere un pensiero e puntare su progetti che possono dare slancio al territorio», e chiede «un Piano nazionale per le competenze e la conoscenza»

Edoardo Bus
2 minuti di lettura

“Costruire intorno a un pensiero” è insieme il titolo dell’Assemblea 2022 di Confindustria Verona e l’ispirazione degli interventi dal palco.

Quasi tutti schierati in prima fila i maggiori imprenditori veronesi: Bolla, Pedrollo, Bauli, Veronesi, Boscaini, a rappresentare idealmente i duemila associati. E, con loro, la politica, dal sindaco Tommasi al presidente della Provincia Scalzotto e poi Tosi, Maschio e tanti altri.

Si parte con i saluti di Federico Bricolo, presidente di VeronaFiere, in qualità di padrone di casa, e del Sindaco Damiano Tommasi, che dice: “la città deve essere all’altezza della sua classe imprenditoriale”.

E poi Raffaele Boscaini, il presidente di Confindustria Verona che, intervistato da Matteo Caccia, dichiara: «Tocca a noi, dobbiamo avere una visione di futuro e puntare su progetti che, se realizzati, potrebbero dare uno slancio ulteriore al nostro territorio. Voglio quindi lanciare, in questa assise, l’idea di un Piano Nazionale per le competenze e la conoscenza, per investire risorse sulla formazione dei giovani».

Boscaini ha poi elencato con orgoglio alcuni dei primati di Verona a livello nazionale. È la provincia italiana con il minor numero di giovani senza occupazione e non impegnati in un percorso formativo e la prima in Veneto (e settima in Italia) per livello di sviluppo economico, inoltre ha un indice sintetico di competitività che la pone all’ottavo posto assoluto tra alle città italiane. Verona 2040, richiamata sotto il titolo, è la ponderosa ricerca fatta da Confindustria sul futuro della città. Una Verona, quella immaginata da Boscaini, basata su bellezza e competenze, che sa guardare avanti ma con il pensiero rivolto alla storia di una città che a partire dal 900 ha saputo allineare visione e progetti grazie a intuizioni illuminate, come quelle di due grandi, citati in un bel video, come Michele Sanmicheli e Giulio Camuzzoni.

La prospettiva di futuro è stata affidata a Mariarosaria Taddeo, professore a Oxford, che ha spiegato come l’uomo debba dominare la tecnologia tra etica e digitalizzazione, e di Carlo Ratti, direttore del MIT, con il suo intervento su visioni di città future.

Conclusioni affidate al presidente della Regione Veneto Luca Zaia: «Il futuro passa anche attraverso un’Italia di autonomie, per crescere di più e meglio. Un’Italia federalista è necessaria. A Verona, poi, ci sono grandi opportunità prossime, come il probabile insediamento di Intel dimostra. Stiamo lavorando da più di anno perché questo accada».

E infine il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che ha detto: «Sono felice del fatto che la città di Verona e Regione Veneto abbiano concretamente mostrato di comprendere e condividere lo spirito di “costruire insieme intorno a un pensiero”».
«Il nostro pensiero è che l’industria è un asset strategico non solo per l’economia ma per l’intera società italiana. Perché nell’industria vanno rafforzate le eccellenze, per affermare una crescente autonomia nelle tecnologie e nelle risorse su cui la drammatica storia di questi mesi ci infligge il duro colpo della dipendenza da potenze autoritarie. Ma anche perché la nostra industria si concepisce e opera come elemento essenziale della coesione sociale. Non c’è successo dell’industria senza un’azione coerente e sinergica di crescita di tutti i territori in cui essa opera», ha aggiunto Bonomi.

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