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Plastica, Prosecco e Champagne in bottiglie in Pet: l'idea del gruppo Zoppas

La trevigiana Sipa immette sul mercato la novità per vini fermi e spumanti, tra mercato e sostenibilità. Gianfranco Zoppas: «Minori costi e impatto ambientale ridotto, è il futuro»

Fabio Poloni
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Suonerà al confine con la blasfemia, per i puristi, quasi uno sfregio: Prosecco (ma anche Champagne) in bottiglie di plastica. Ma si può fare, anzi, da qualche parte si fa già e si farà sempre di più: è il colosso trevigiano Zoppas Industries, tramite la controllata Sipa, attiva nel settore dei macchinari e delle tecnologie per l'imbottigliamento, a puntare su questa opportunità di mercato. «In Francia si usa già la plastica per il vino - spiega Gianfranco Zoppas, presidente di Zoppas Industries - ora dai Paesi nordici sono venuti a chiederci un'alternativa al vetro che sia meno energivora, ci stanno incoraggiando affinché proponiamo soluzioni».

Mercato e sostenibilità

Opportunità di mercato ed esigenze legate alla sostenibilità vanno a braccetto lungo questa strada: il vetro, spiega Zoppas, ha bisogno di circa 1.800 gradi per la fusione e il riciclo, la plastica in media circa 200.

Un consumo di energia decisamente differente. «È un mercato con ottime prospettive di crescita, per questo vogliamo entrare - spiega ancora Zoppas - Abbiamo appena fatto due fiere, una delle quali a Monaco, abbiamo portato le nostre bottiglie con il Prosecco ed è stato un successone». I vostri clienti in questo business sono produttori di bottiglie o direttamente le cantine? «Entrambi, anche le cantine, soprattutto i grossi produttori, possono affrontare un investimento del genere per farsi le bottiglie. Noi abbiamo fatto un catalogo, sia per i bordolesi sia per lo Champagne, per utilizzi con vini di alta qualità». Che tipo di plastica è? «Pet, mescolato con altri materiali per modificarne le caratteristiche di permeabilità, in modo tale da garantire due/tre anni di vita del vino». Non per gli invecchiati, quindi? «La gran parte del vino ha un consumo rapido. È presto per dire quanto possa valere questo mercato, ma è interessante: penso più di qualche milione di bottiglie».

Il settore del vino rappresenta circa il 45% del mercato delle bottiglie di vetro, e continua a crescere: attualmente "pesa" oltre 5 milioni di tonnellate, rispetto ai 4 milioni del 2016, per un valore di oltre 2,4 miliardi di euro. Il disciplinare del Prosecco non prevede l'utilizzo di bottiglie in plastica, e Sipa specifica di essere conscia di questi vincoli e di volerli rispettare: la nuova bottiglia è sul mercato per le bollicine e gli spumanti in generale, poi saranno i produttori e i consorzi a decidere se e come usarla.

Una bottiglia si staglia sulle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene

 

Le caratteristiche

Una parte fondamentale dell'innovazione, spiega Sipa, risiede nel collo della bottiglia, la parte più somigliante alla versione in vetro: può essere tappata con il classico fungo completo di gabbietta di metallo. Anche la base ha lo stesso aspetto e funzionalità.

Le bottiglie in Pet sono state testate su linee di riempimento tradizionali, dimostrando perfetta intercambiabilità con le versioni in vetro. Dal lato della consumer experience, l'utente - garantisce Sipa - potrà «godere di un'esperienza invariata dall'apertura della bottiglia al bicchiere». Tangibile la differenza di peso: le versioni in Pet sono più leggere, 90 grammi, contro una media della bottiglia in vetro per spumante di 720/750 grammi. Altro punto a favore del Pet, anche in ottica di logistica e di e-commerce, secondo Sipa, è l'infrangibilità. Vedremo se basterà a cancellare la diffidenza, o se l'accoglienza sarà simile a quella per la lattina di Paris Hilton.

f.poloni@gnn.it

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