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Delfin, i giovani alzano la voce sul testamento

Lo riporta il Sole 24 Ore. Un primo test per Milleri

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A distanza di quasi cinque mesi dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio, secondo quanto riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore, starebbe per partire la prima verifica interna dei nuovi equilibri costruiti in Delfin, la società lussemburghese a capo dell'impero che controlla Essilor Luxottica, Covivio Mediobanca e Generali. Un test a sorpresa, che  sarebbe stato sollevato secondo il quotidiano finanziario, dai malumori dei figli più giovani del fondatore, che “potrebbe sfociare nell'impugnazione del testamento di Del Vecchio”. Secondo indiscrezioni riportate dal giornale online Tag43 che il Sole cita, all'interno della numerosa dinastia si starebbe valutando se è possibile trovare un appiglio per impugnare una parte del testamento lasciato dall'imprenditore. Nel mirino ci sarebbe il generoso

trattamento ricevuto da Francesco Milleri, ovvero un pacchetto di azioni del valore di 390 milioni di euro, assegnato nei successivi tre testamenti olografi scritti di pugno dallo stesso Del Vecchio. Secondo quanto ricostruito da Il Sole24 Ore, sarebbero proprio i figli Luca e Clemente, nati nel 2001 e nel 2004 e avuti dalla ex-compagna Sabina Grossi, ad aver sollevato la questione. A loro, come a ognuno degli otto eredi, fa capo un pacchetto di Delfin del 12,5% ciascuno.

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