In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

Confindustria Veneto Est, nel nuovo quadrilatero il 6,8% del valore aggiunto del manifatturiero italiano

Lunedì il via alla fusione delle territoriali di Padova e Treviso con Venezia e Rovigo: un’area da 86 miliardi di Pil con tre milioni di abitanti e quasi un milione di lavoratori

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Un tessuto industriale dal valore aggiunto da primato, innervato di saperi, nuovi paradigmi digitali e Esg. Piccole e medie imprese divenute multinazionali, grandi imprese, distretti e filiere made in Italy leader mondiali in un gran numero di nicchie produttive, nella meccanica e meccatronica, mobile, moda, farmaceutica, cantieristica, vino e agrifood. E poi turismo (13 milioni di arrivi pre Covid) e servizi innovativi. Un grado di internazionalizzazione sopra la media nazionale.

L’area vasta Padova Treviso Venezia Rovigo è un territorio chiave dell’economia italiana (Pil aggregato di 86 miliardi). Una metropoli ‘di fatto’ con 3 milioni di abitanti, 283.500 unità locali (al netto agricoltura) per oltre 991 mila addetti, di cui 395 mila nell’industria (55,4% del totale veneto). La nuova associazione, denominata Confindustria Veneto Est, che nascerà dall’integrazione tra Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia Rovigo, rappresenta una delle prime piattaforme produttive del Paese. Qui si concentra il 55% del valore aggiunto manifatturiero del Veneto e il 6,8% di quello nazionale (27 miliardi di euro nel 2021), circa metà dell’export regionale (32,5 miliardi, il 46,2%), grazie al veloce recupero post Covid (+5,4% sul 2019).

Nei primi sei mesi dell’anno in corso la performance dell’export è stata molto positiva e superiore alle attese, con un aumento record di 3,4 miliardi sull’analogo periodo del 2021, attestandosi a 19 miliardi (+21,4%). La domanda di lavoro ha registrato un saldo (ancora) positivo tra assunzioni e cessazioni di 29mila contratti nei primi dieci mesi. Con un tasso di disoccupazione al 5,7% (9,5% il dato nazionale). Una vitalità economica confermata dalla presenza di 715 startup e PMI innovative (60,0% del Veneto), sicuro “sintomo” metropolitano.

Il Veneto Est col suo modello di filiere corte e il portafoglio-prodotti più diversificato, ha mostrato grande resilienza nella prima metà dell’anno, malgrado tutte le criticità. Ma l’impatto di guerra, caro energia, inflazione a livelli record, ora anche tassi in salita e segnali di stretta di liquidità, ha determinato un graduale indebolimento dell’attività e abbassato le prospettive di crescita.

Nonostante tutte le incognite, nel terzo trimestre 2022 la produzione industriale dell’area vasta mostra ancora un segno positivo rispetto allo stesso periodo del 2021, compreso tra il +2,9% di Padova e il +7,5% di Venezia (Treviso +3,8%), con l’eccezione di Rovigo (-2,7%), seppure in progressivo rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. Tale andamento è sostenuto da un fatturato estero ancora sorprendentemente positivo per tutti i territori (Treviso +12,1%, Venezia +10,6%, Padova +9,5%, Rovigo +7,2 - Unioncamere Veneto). Spirale inflattiva, che erode il potere d’acquisto e stretta monetaria raffreddano la domanda interna per consumi e investimenti. La dinamica degli ordini si indebolisce.

L’inasprirsi delle condizioni operative, zavorrate da costi dell’energia, prezzi al rialzo delle materie prime (per nove su dieci) e indebolimento del mercato mondiale ed europeo, misurano i rischi al ribasso. Il rialzo dei tassi inizia a colpire anche il costo del denaro per le imprese, segnalato in aumento da un’azienda su due (49,1%, era il 19,9% nel primo trimestre). Le attese sui livelli di produzione e ordini per fine anno si assestano rispetto al trimestre precedente. L’incertezza pesa sulle prospettive a medio termine e l’abbrivio al 2023.

È un quadro congiunturale dunque a tinte contrastanti, tra incognite macroeconomiche e geopolitiche e forza del sistema industriale nel resistere, quello nel quale si tiene l’Assemblea Generale 2022, per la prima volta congiunta, di Assindustria Venetocentro - Imprenditori Padova Treviso e Confindustria Venezia - Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, in programma lunedì 28 novembre, con inizio dei lavori alle ore 17.00 al nuovo Centro Congressi di Fiera di Padova (Padova Congress - Ingresso dal Park E, Via C. Goldoni).

I lavori dell’Assemblea Generale saranno aperti dalla conversazione con i presidenti Leopoldo Destro e Vincenzo Marinese. Quindi la conversazione con Luca Zaia presidente della Regione del Veneto.

Seguirà la relazione di Marco Fortis, vicepresidente di Fondazione Edison, docente Università Cattolica di Milano ed editorialista economico. A seguire la tavola rotonda con i sindaci dei capoluoghi dell’area vasta, Luigi Brugnaro sindaco di Venezia, Sergio Giordani sindaco di Padova, Edoardo Gaffeo sindaco di Rovigo, Mario Conte sindaco di Treviso, quindi l’intervento di Carlo Messina consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo. Le conclusioni saranno affidate a Carlo Bonomi, presidente di Confindustria.

Conducono Andrea Cabrini direttore Class CNBC e Roberta Floris giornalista TG5.

Nella parte privata le due associazioni sottoporranno alle rispettive assemblee dei soci la proposta di integrazione. Il nuovo soggetto associativo di area vasta, sovra-provinciale, è destinato a diventare per dimensioni e rilevanza - 5.000 imprese associate, 270.000 addetti - la seconda associazione territoriale del sistema Confindustria.

f.poloni@gnn.it

I commenti dei lettori