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Olio d’oliva dei Colli Euganei in ripresa: per Coldiretti produzione su fino al 40 per cento e qualità ottima

La siccità però ha condizionato la stagione, colpendo alcune zone. I costi schizzano, dal gasolio ai concimi

Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Dopo la terribile annata del 2021 con un crollo verticale a causa della produzione di olive sui Colli Euganei per colpa delle gelate tardive il 2022 si annuncia in ripresa per la produzione di olio extravergine “made in Padova”, con un incremento medio fra il 30 e il 40 per cento. Ma il raccolto non sarà uniforme sui Colli Euganei, spiega Coldiretti Padova, a causa della siccità che ha caratterizzato gran parte dell’anno e del gran caldo nei mesi estivi. Quindi, a seconda delle caratteristiche e dell’esposizione del terreno, alcuni olivicoltori raccoglieranno di più e altri di meno, anche se la qualità dell’olio sarà ottima perché le olive sono sane.

E’ quanto emerge dalla rilevazione di Coldiretti Padova in occasione della giornata mondiale dell’ulivo celebrata nella nostra provincia con iniziative nei mercati di Campagna Amica, in particolare oggi al Mercato Coperto di Padova alla presenza degli olivicoltori dei Colli Euganei che hanno proposto assaggi e degustazioni dell’olio nuovo.

“Sotto il profilo qualitativo è un’annata senz’altro ottima - spiega il giovane Anthony Ottolitri, titolare dell’azienda Verde Colli - perché dal punto di vista sanitario le olive sono ottime. Se da una parte infatti il caldo e la siccità hanno influito sulla quantità finale, dall’altra proprio queste condizioni hanno portato ad una notevoli riduzione dei parassiti come la mosca, con pochi attacchi nel periodo autunnale proprio per le temperature sopra la media, e di altre malattie fungine. La resa delle piante è molto alta ma la produzione varia sensibilmente da zona a zona dei Colli Euganei a causa della penuria d’acqua e del gran caldo estivo. Possiamo comunque dire di essere soddisfatti dopo le difficoltà dello scorso anno e di poter contare su un prodotto di qualità che sicuramente sarà apprezzato”.

Gli olivicoltori sui Colli Euganei, afferma Coldiretti Padova, sono circa 650 e su oltre 450 ettari di terreno coltivano più di 100 mila piante di ulivo. Quest’anno, dopo il crollo del 70% dello scorso anno, è atteso un incremento di circa il 30-40% con una produzione, in provincia di Padova, di poco inferiore ai 10 mila quintali di olive. Da un quintale di olive si ottengono fra i 12 e i 15 litri d’olio extravergine. In Veneto invece si registra un incremento medio della produzione del 67%.

Il clima, ricorda Coldiretti Padova, è il primo fattore che incide sulla produzione dell’olio d’oliva e non è raro che si verifichino annate con una bassa produzione, soprattutto in questi anni segnati da bruschi cambiamenti climatici ed eventi meteo estremi. L’altro fattore è quello sanitario, legato alle malattie, funghi e parassiti che possono colpire gli ulivi.

In entrambi i casi, sottolinea Coldiretti Padova, è fondamentale l’apporto dell’olivicoltore, in grado di intervenire con le tecniche di coltivazione che permettono di preservare la qualità delle olive e garantire una buona resa anche nelle annate più complicate.

Riguardo ai costi, aggiunge Coldiretti Padova, quest'anno per i produttori di olio extravergine d’oliva e di vino la spesa media di produzione è aumentata del 50%, secondo un’analisi Coldiretti, a causa dei rincari dei costi, che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio nelle campagne mentre il vetro costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra anche un incremento del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per la banda stagnata, secondo l’analisi Coldiretti e Unaprol. Olivicoltori e frantoiani sono costretti a fronteggiare l’incremento dell’elettricità, i cui costi sono quintuplicati.

In controtendenza rispetto al crollo nazionale, il Veneto registra un incremento del +67% di produzione di olio d'oliva grazie agli uliveti coltivati sulle sponde del Garda fino alle Prealpi. È quanto rivela Coldiretti segnalando il calo del raccolto a livello italiano del - 37%.

Gli italiani devono dire addio a oltre una bottiglia su tre di olio extravergine Made in Italy mentre l’esplosione dei costi mette in ginocchio le aziende agricole e per l’inflazione generata dal conflitto in Ucraina volano sugli scaffali i prezzi al dettaglio. 

La produzione nazionale del 2022 – riferiscono Coldiretti e Unaprol – crolla a circa 208 milioni di chili, in netta diminuzione rispetto alla campagna precedente ma il cambiamento del clima taglia soprattutto i raccolti del sud mentre aumentano quelli nelle regioni del centro nord dove negli anni con la tendenza al surriscaldamento anche in Italia la coltivazione si è estesa fino ai piedi delle Alpi.

I cali peggiori si registrano infatti al Sud Italia, specie nelle regioni più vocate all’olivicoltura dalla Puglia alla Calabria, che da sole – evidenziano Coldiretti e Unaprol – rappresentano il 70% della raccolta nazionale. In Puglia, cuore dell’olivicoltura italiana, si arriva a un taglio del 52% a causa prima delle gelate fuori stagione in primavera e poi dalla siccità, mentre continua a perdere terreno il Salento – denunciano Coldiretti e Unaprol – distrutto dalla Xylella, che ha bruciato un potenziale pari al 10% della produzione nazionale. Ma crollano anche la Calabria (-42%) e la Sicilia (-25%). La situazione migliora spostandosi verso il Centro e il Nord, con il Lazio che – spiegano Coldiretti e Unaprol - registra un progresso del +17% e l’Umbria e la Toscana fanno ancora meglio con +27%, mentre l’Emilia Romagna cresce del +40% e la Liguria del +27%. Incrementi ancora maggiori in Lombardia che segna un +142% con gli uliveti che si estendono dalle sponde dei laghi fino alle valli.

In questo scenario i costi delle aziende olivicole – evidenziano Coldiretti e Unaprol –sono aumentati in media del 50% e quasi una realtà su 10 (9%) lavora in perdita con il rischio di chiusura, secondo i dati Crea. A pesare, in particolare – continuano Coldiretti e Unaprol – i rincari diretti e indiretti determinati dall’energia che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio nelle campagne mentre il vetro costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra anche un incremento del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per la banda stagnata, secondo l’analisi Coldiretti e Unaprol. Olivicoltori e frantoiani sono costretti a fronteggiare l’incremento dell’elettricità, i cui costi sono quintuplicati.

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