In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

Bussola Nordest, tra instabilità e incertezza le imprese cercano opportunità

Gli orientamenti sui trend economici di circa 300 imprenditori e manager leader nel territorio Rilevazione condotta per il nostro giornale da CR&A con il sostegno di Banco Bpm

daniele marini
2 minuti di lettura

Gli orizzonti per il sistema produttivo e le famiglie sono segnati da instabilità e incertezza. A livello globale, il conflitto russo-ucraino è in lenta evoluzione, ma la sua conclusione non è ancora in agenda. E altri conflitti, più o meno noti alla pubblica opinione, sono tuttora presenti nello scenario internazionale. A livello nazionale ed europeo non mancano poi elementi di titubanza.

Una UE che sulle questioni energetiche non riesce a esprimere quella compattezza che l’aveva caratterizzata durante la pandemia. Un governo italiano da poco insediato e che si trova a dover affrontare sfide determinanti per provare ad arginare le criticità e far ripartire il paese realizzando riforme strutturali.

Per sintetizzare con l’acronimo VUCA (Volatily, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) ci muoviamo all’interno di un mondo fluido, con pochi punti di riferimento, complesso ed enigmatico. Per certi versi questa condizione induce timori e paure, spingendo a rifugiarsi in un passato noto e chiaro: fenomeno che Bauman ha definito come «retrotopie», visioni del passato più rassicuranti e conosciute.

Tuttavia, simili condizioni possono far trapelare anche nuove strategie e opportunità per affrontare le sfide del futuro. A questo proposito, il tema dell’energia, ad esempio, costituisce a tutti gli effetti un banco di prova. Una questione sicuramente centrale nell’attenzione e, soprattutto, nella preoccupazione delle imprese, e non da oggi.

Va ricordato che già lo scorso anno questo aspetto era entrato nel dibattito nazionale ed europeo grazie al tema della transizione energetica, cui si erano sommati i problemi derivanti dalle prime difficoltà nelle catene di fornitura. Dopodiché, lo scoppio della guerra russo-ucraina a fine febbraio di quest’anno ha ingigantito le problematicità incrementando i costi in modo esponenziale.

Su questi temi Community Research&Analysis, per i Quotidiani del gruppo GNN, con il sostegno del Banco BPM, con BEN – Bussola dell’Economia del Nordest, ha interpellato circa 300 fra imprenditori e manager del Nordest.

Le previsioni di breve termine da parte di imprenditori e manager nordestini evidenziano tutta la loro preoccupazione. Il costo dell’energia è previsto peggiorare ulteriormente entro l’anno (66,7%) e così pure la possibilità degli approvvigionamenti di materiali e prodotti (40,3%). Al punto che il saldo (differenza fra miglioramento e peggioramento) raggiunge rispettivamente -53,6 e -20,2. Dunque, i testimoni privilegiati dell’economia del Nord Est indicano per l’immediato futuro un ulteriore peggioramento su questi versanti.

Nello stesso tempo, però, tale condizione sembra spingere verso una direzione che fino a poco tempo addietro era patrimonio di poche realtà imprenditoriali. Da un lato, si prevede una crescita dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (64,8%) e, dall’altro, in misura ancora maggiore gli imprenditori ritengono saranno realizzati impianti di autoproduzione energetica (75,9%), esiti che generano saldi pari rispettivamente a +58,1 e +73,1. Così, la crisi energetica sembra costituire un acceleratore dello sviluppo di fonti energetiche alternativi e più sostenibili.

Ma, come accennato, all’orizzonte si profilano nubi anche di altri fenomeni preoccupanti. Nella visione di imprenditori e manager del Nordest possiamo distinguere alcuni ordini problematici con diversi gradi di intensità.

Ai vertici della graduatoria incontriamo una triade di aspetti che allarmano particolarmente. Per un verso, questioni di natura più squisitamente economiche e fra loro legate come l’incremento dei prezzi (79,9%) e l’aumento dell’inflazione (78,8%) che erode le capacità di spesa. Per altro verso, i timori di una instabilità politica (74,1%) che, nonostante la nuova maggioranza politica nazionale, rimane come un tratto caratteristico della storia (non più recente) del nostro sistema.

Seguono, con un’intensità elevata, ma inferiore alle precedenti, altre dimensioni in parte di più recente emersione, come i conflitti bellici alle porte dell’Europa (68,4%), la carenza di manodopera (65,1%), conseguenza del declino demografico (61,8%) e il cambiamento climatico (60,8%), temi oggi di crescente consapevolezza. E altre, invece, che affondano le radici più in là nel tempo, come la pressione fiscale (64,2%).

Un terzo insieme, scendendo nella graduatoria, riguarda la preoccupazione per l’aumento delle disuguaglianze e la relativa possibilità che ciò scateni tensioni sociali (53,7%) e l’annoso problema di un sistema giudiziario inefficiente (51,3%). Seguono poi ulteriori aspetti problematici, ma che non raggiungono la soglia della metà degli interpellati, tant’è che al fondo della classifica con punteggi marginali troviamo la diffusione di altri virus e pandemie (25,5%) e il fenomeno migratorio (20,2%). Diverse sono le nubi che si stagliano all’orizzonte dell’economia del Nordest. Ma pure le opportunità di segnare un cambio di passo non mancano.

I commenti dei lettori