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Imprese, il territorio fa squadra: nasce Confindustria Veneto Est, la seconda più grande in Italia

L’assemblea unitaria sancisce la fusione tra Assindustria Venetocentro di Padova e Treviso con Confindustria Venezia e Rovigo: rappresenta cinquemila imprese che danno lavoro a 270 mila addetti, con quasi il sette per cento del valore aggiunto del manifatturiero nazionale

Aggiornato alle 4 minuti di lettura

Leopoldo Destro e Vincenzo Marinese

 

Nasce Confindustria Veneto Est: è passata all'unanimità la fusione tra le territoriali di Treviso e Padova da una parte e Venezia e Rovigo dall'altra. La fusione diverrà effettiva a gennaio del 2023. Presenti oltre 2.500 imprenditori a Padova lunedì pomeriggio per votare la fusione. Il presidente è Leopoldo Destro.

Una svolta storica. Il nuovo soggetto associativo di area vasta, sovra-provinciale, diventa per dimensioni e rilevanza - cinquemila imprese associate, 270 mila addetti - la seconda associazione territoriale del sistema Confindustria dopo Assolombarda (che conta 6.900 imprese associate e circa 416 mila addetti).

L’area vasta Padova Treviso Venezia Rovigo è un territorio chiave dell’economia italiana (Pil aggregato di 96 miliardi). Una “metropoli di fatto” con tre milioni di abitanti, 283.500 unità locali (al netto agricoltura) per oltre 991 mila addetti, di cui 395 mila nell’industria (55,4% del totale veneto).

Nasce Confindustria Veneto Est, sì all'unanimità. Destro: visione e supporto più forti per le aziende

La nuova associazione, denominata Confindustria Veneto Est, che nascerà dall’integrazione tra Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia Rovigo, rappresenta una delle prime piattaforme produttive del Paese. Qui si concentra il 55% del valore aggiunto manifatturiero del Veneto e il 6,8% di quello nazionale (27 miliardi di euro nel 2021), circa metà dell’export regionale (32,5 miliardi, il 46,2%), grazie al veloce recupero post Covid (+5,4% sul 2019).

Nei primi sei mesi dell’anno in corso la performance dell’export è stata molto positiva e superiore alle attese, con un aumento record di 3,4 miliardi sull’analogo periodo del 2021, attestandosi a 19 miliardi (+21,4%). La domanda di lavoro ha registrato un saldo (ancora) positivo tra assunzioni e cessazioni di 29mila contratti nei primi dieci mesi. Con un tasso di disoccupazione al 5,7% (9,5% il dato nazionale). Una vitalità economica confermata dalla presenza di 715 startup e PMI innovative (60,0% del Veneto), sicuro “sintomo” metropolitano.

Il progetto di integrazione tra le due associazioni aveva preso avvio nel 2019. È proseguito in modo partecipato e condiviso, con i lavori della commissione paritetica (temporaneamente sospesi causa pandemia), la conferma del mandato assembleare ai presidenti alla prosecuzione del progetto, la firma del protocollo preliminare di aggregazione (gennaio 2021). Ha visto impegnati in un intenso lavoro i presidenti e le strutture, coadiuvati dalla commissione paritetica composta da Claudio De Nadai, Enrico Del Sole, Francesco Nalini e Alessandro Vardanega per Assindustria Venetocentro e da Gigliola Arreghini, Luca Fabbri, Roberto Gasparetto e Mauro Zennaro per Confindustria Venezia-Rovigo.

Il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni ha aperto i lavori della parte pubblica dell’assemblea generale fondativa, intervenendo in videocollegamento da Palazzo Chigi alla presenza di duemilacinquecento imprenditori, rappresentanti dell’economia e della politica.

Il videocollegamento di Giorgia Meloni

 (ansa)

"C'è tanto da fare, abbiamo bisogno delle energie migliori di questa nazione. Quindi le porte di questo governo saranno sempre aperte a chi vuole offrire proposte, a chi ha soluzioni efficaci e sono certa che Confindustria, che voi, sarete sempre protagonisti di questo percorso – le parole di Meloni – questa strada noi vogliamo percorrerla camminando a fianco del nostro sistema produttivo e industriale, atteso che nessuno meglio di chi fa impresa sa cosa sia la cultura del lavoro. Ma anche perché – riprende Meloni – penso che nessuno meglio di chi fa impresa sappia quanto conti il rispetto degli impegni presi e questo anche alla politica vale la pena di insegnare, diciamo così. E poiché noi vogliamo rispettare gli impegni assunti con i cittadini italiani possiamo trarre buon esempio su questo dal vostro mondo".

È seguita la conversazione con i presidenti Leopoldo Destro e Vincenzo Marinese condotta da Andrea Cabrini e Roberta Floris. Il vicepresidente di Fondazione Edison Marco Fortis ha poi trattato, nella sua relazione, il peso economico e manifatturiero del Veneto Est e del nuovo triangolo industriale nel benchmark con l’Europa, ponendo le basi per i successivi confronti.
Il primo è stato quello con il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, il secondo ha visto dialogare i sindaci di Venezia, Treviso, Rovigo, Luigi Brugnaro, Mario Conte, Edoardo Gaffeo e il vicesindaco di Padova Andrea Micalizzi. È seguito quindi l’intervento di Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo. Le conclusioni sono state affidate al presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

«Confindustria Veneto Est finalmente è una realtà grazie al coraggio e alla visione degli imprenditori, questo è un fatto storico importante - ha dichiarato Leopoldo Destro, presidente di Assindustria Venetocentro -. La nuova Associazione rappresenta un’innovazione istituzionale di grande portata, che nel pieno di transizioni epocali traccia la strada per il futuro. Un’indicazione alla quale mi auguro si ispirino non solo le associazioni confindustriali ma anche tutti i corpi intermedi e le istituzioni pubbliche e private. Le crisi che hanno colpito duramente le nostre imprese e la nostra regione richiedono infatti di resistere, di evolvere e ricostruire. Richiedono l’ambizione di costruire un futuro comune.

Oggi possiamo e dobbiamo farlo insieme, dando concreta attuazione a quell’unica realtà allargata metropolitana di 3 milioni di abitanti nel Veneto orientale, vertice del nuovo triangolo industriale con Milano e Bologna metropolitane nel cuore dell’Europa. Una realtà capace di valorizzare la prossimità e le peculiarità di ciascun territorio in un’ottica integrata, volta ad accrescere la capacità competitiva delle nostre imprese, contribuendo alla crescita del Veneto e dell’Italia. Di giocare una partita più incisiva in fatto di rappresentanza, anche in Europa, e nella competizione internazionale tra grandi aree metropolitane per attrarre giovani, multinazionali, capitali finanziari, intelligenza e cultura».

«Registro con soddisfazione l’esito del voto delle assemblee, che si sono espresse a favore della nascita di Confindustria Veneto Est coronando un sogno condiviso di grande coraggio e visione - dichiara Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia area metropolitana di Venezia e Rovigo - Questa integrazione è il risultato di un percorso ponderato e articolato, che ha visto protagoniste le nostre due Associazioni, e l’inizio di un nuovo progetto di sviluppo per l’area metropolitana di Venezia, Rovigo, Padova, Treviso. Baricentro del quadrilatero che vede ai propri vertici Milano, Bologna, Lubiana e Monaco di Baviera, questo territorio operoso guarda all’Europa consapevole della propria storia e, allo stesso tempo, proiettato verso il futuro. Un domani che richiede alle aziende di fare squadra, per moltiplicare le competenze mantenendo elevata la propria competitività nei mercati internazionali che tanto apprezzano il made in Italy per la sua qualità e bellezza senza eguali.

Vincenzo Marinese (credits @Marco Bergamaschi)

 

Ecco, da oggi questo tessuto produttivo innervato di piccole e medie imprese può contare su un sistema di rappresentanza ancor più solido e forte. Un’associazione capace di far pesare il proprio valore nei rapporti con i portatori di interessi, per renderli sempre più consapevoli del fondamentale ruolo dell’industria in questo meraviglioso territorio».

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