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Vicenzaoro, brillano tecnologie stampa 3D, recupero metalli e affinazione

I principali filoni di novità di T.Gold 2023, la mostra internazionale dei macchinari e dell’innovazione tecnologica per il settore orafo

Federico Piazza
2 minuti di lettura

Additive manufacturing in stampa 3D, recupero dei metalli preziosi dalle lavorazioni, automazione dei processi di affinazione dei materiali grezzi. Sono questi a Vicenzaoro i principali filoni di novità di T.Gold 2023, la mostra internazionale dei macchinari e dell’innovazione tecnologica per il settore orafo.

«Oltre 160 espositori, +10% rispetto a gennaio 2020, di cui il 60% italiani. Sei macro-categorie: fusione, lavorazione meccanica, prototipazione e produzione digitale, finitura, affinazione e recupero, utensili-banchi e materiali. Buyer internazionali da tutto il mondo: soprattutto Medio Oriente, Sudest Asiatico, Usa ed Europa (Francia e Germania in testa). Il distretto orafo di Vicenza è tra i più rappresentati, in particolare con la forte specializzazione nelle macchine a controllo numerico per le lavorazioni meccaniche» spiega Matteo Farsura, exhibition manager di Vicenzaoro & T.Gold di Ieg (Italian Exhibition Group).

Il comparto italiano delle tecnologie per la filiera orafa è formato da una settantina di aziende, di cui circa la metà venete. Vicenza in testa, ovviamente. «Siamo una piccola nicchia nel panorama dei macchinari italiani, con un giro d’affari intorno al mezzo miliardo di euro, ma vendiamo in tutto il mondo e come Italia siamo riconosciuti come il meglio del know-how tecnologico internazionale di settore», dichiara Massimiliano Malgioglio, direttore di Afemo, l’associazione nazionale dei fabbricanti ed esportatori di macchine per oreficeria, partner di Ieg per T.Gold. Export non solo nei mercati più tradizionali: Europa, Turchia, Nord Africa. Ma anche in India e Cina, e con ottime prospettive nel Sudest asiatico.

Malgioglio è appena tornato da una missione in Vietnam: «Molti produttori orafi cinesi stanno delocalizzando in Indocina, Indonesia e altri paesi asiatici, anche per le gamme di alto livello, e quindi ci sono interessanti opportunità per le tecnologie italiane». Ma va bene anche il mercato nazionale, perché Industria 4.0 e gli investimenti di grandi gruppi internazionali del gioiello per produrre in Italia stanno sostenendo la domanda interna di macchine e impianti avanzati.

La stampa 3D con metalli preziosi, per esempio, è stata assieme alla sostenibilità uno dei concetti chiave del Jewelry Technology Forum di Vicenzaoro. Legor Group, azienda vicentina specializzata nella chimica dei metalli preziosi per la creazione di leghe, polveri e soluzioni galvaniche, utilizza solo metalli riciclati e sta sviluppando la manifattura additiva in gioielleria con la tecnica 3D “Binder Jet”. «La sostenibilità è importante, ma dipende dall’approccio alla responsabilità che le imprese hanno nei confronti dell’ambiente e delle comunità degli stakeholder. Oggi diventa centrale il riciclo dei metalli preziosi, per esempio dalla filiera automotive, anziché dalle attività estrattiva», nota il direttore marketing di Legor, Fabio Di Falco.

Altre realtà veneta attiva nella manifattura additiva dei metalli preziosi è la trevigiana 3DZ, che a T.Gold 2023 ha presentato il suo ecosistema digitale per la gioielleria. Scanner ad alta precisione, stampanti 3D con varie tecnologie e diversi materiali (cera, resina e metallo) anche per la realizzazione di attrezzature di produzione, materiali di stampa 3D, e la novità di un nuovo sistema automatizzato per la pulizia post lavorazione.
Da sottolineare infine lo sviluppo sempre più evoluto delle tecnologie italiane per il complesso trattamento dei materiali grezzi contenenti i metalli preziosi estratti dalle miniere. Sistemi molto richiesti in Africa centro-meridionale, Asia centrale, Sud America. In questo ambito oggi gli impianti di affinazione più avanzati, come quelli della bassanese Orostudio Italy (99% export), sono in grado di eliminare in maniera completamente automatizzata, a garanzia quindi anche della sicurezza sul lavoro del personale, le sostanze pericolose come i cianuri, lasciando solo le componenti solide di oro e argento.

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