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Ryanair avvisa Brugnaro: «Con la tassa costretti a rivedere gli investimenti»

Jason McGuinness, direttore commerciale della compagnia irlandese: «L’aeroporto non sarebbe più competitivo e il Veneto perderebbe rotte e business»

Giorgio Barbieri
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Mauro Bolla, Country Manager Italia Ryanair, Jason McGuinness, Direttore Commerciale Ryanair, Camillo Bozzolo, Direttore Commerciale e Marketing Aviation del Gruppo SAVE e Raymond Kelliher, Direttore Sviluppo Rotte Ryanair

 

Ryanair sceglie Verona per lanciare un messaggio chiaro al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. «Il Comune deve eliminare la proposta di introdurre la tassa d’imbarco da 2,50 euro. La conseguenza inevitabile per il Veneto sarebbe la perdita di rotte e business». Non utilizza giri di parole Jason McGuinness, direttore commerciale della compagnia irlandese, per chiarire cosa potrebbe accadere nel caso in cui Ca’ Farsetti dovesse decidere di andare avanti introducendo il nuovo balzello. L’occasione è la presentazione dei numeri veneti della prossima estate: 22 nuove rotte dagli aeroporti di Treviso, Venezia e Verona, oltre a un aumento delle frequenze su 17 rotte già esistenti. Ryanair baserà inoltre un ulteriore aeromobile a Venezia, con un investimento di 100 milioni di dollari e l’aggiunta di 30 posti di lavoro, altamente retribuiti.

La nuova tassa

Ma a tenere banco è ovviamente la decisione del Comune di Venezia di introdurre una nuova tassa da 2,50 euro per ogni passeggero imbarcato. Una posizione, quella di Ryanair, condivisa in toto anche da Save tanto che l’amministratore delegato, Monica Scarpa, era presente al fianco di McGuinness. «Con una quota di mercato del 40%, Ryanair è il primo vettore in Italia», ha spiegato il manager irlandese, «e, sebbene la compagnia sia impegnata a crescere in Veneto, questa crescita è subordinata al fatto che il Comune di Venezia riconsideri il suo progetto di introdurre una nuova tassa. Il Comune dovrebbe mettere al primo posto l’economia ed il turismo locali, eliminare questa tassa e consentire a Ryanair di continuare a crescere con un impatto positivo sull’occupazione e il turismo». McGuinness sottolinea come la tassa veneziana si andrebbe ad aggiungere all’addizionale comunale pari a 6,5 euro. «Non solo renderebbe Venezia non competitiva rispetto ad altre destinazioni europee», spiega, «ma impedirebbe alle compagnie aeree, come Ryanair, di investire e crescere ulteriormente, spostando invece la crescita verso altri aeroporti più efficienti dal punto di vista dei costi».

L’appello

Ciò che ha colpito soprattutto la compagnia irlandese è stata la totale mancanza di comunicazione da parte dell’amministrazione comunale. «Non capisco come si possa introdurre una tassa senza parlarne prima con il tuo maggiore stakeholder in termini di compagnia aerea», spiega Raymond Kelliher, direttore sviluppo rotte di Ryanair, «non ne capisco la logica». «Non è stato consultato neanche l’aeroporto», aggiunge Scarpa, «l’unica spiegazione è che sia un modo veloce per aggiustare il budget dell’amministrazione». Una spiegazione che però non piace per niente a Ryanair che mette in chiaro quali possono essere le conseguenze per l’intero sistema del nordest. «Se il Comune dovesse andare avanti», dice McGuinness, «saremmo costretti a rivedere i nostri piani di investimenti futuri e Venezia e l’intero Veneto si troverebbero in una posizione di evidente svantaggio rispetto agli altri scali europei. La crescita per questa estate in Veneto è infatti subordinata all’abolizione della nuova tassa. Inoltre, chiediamo al governo di eliminare immediatamente l’addizionale comunale (pari a 6,5 euro per ogni passeggero in partenza) su tutti gli aeroporti italiani per garantire una crescita continua del turismo. Abbiamo già fatto diversi incontri a Roma e la speranza è che si possa trovare una soluzione. il nostro obiettivo è migliorare i servizi per chi vive, lavora o desidera visitare il Veneto. E vogliamo continuare a garantire ancora più crescita, turismo e posti di lavoro». —

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