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Batterie in litio, Enel e Midac realizzano la filiera sostenibile

Girardi, presidente dell’azienda veronese: «Partiremo dal riciclo per arrivare alle celle, i nostri impianti sorgeranno in Italia per rafforzare la presenza italiana nel comparto delle batterie»

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Enel X e la veronese Midac hanno avviato le attività di ricerca e sviluppo per realizzare in Italia il primo grande impianto di riciclo delle batterie al litio per veicoli elettrici, sistemi industriali e sistemi stazionari. L’iniziativa, condotta in partenariato con altre aziende ed enti di ricerca italiani ed europei, tra cui Enea, rientra nell’ambito del progetto europeo Ipcei sulle batterie, e ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una filiera europea delle batterie al litio che sia sostenibile e in linea con il paradigma della circolarità. In Europa, al 2030, si stima un volume complessivo di batterie al litio da riciclare di circa 200.000 tonnellate. Il progetto, quindi, contribuirà a rendere sempre più sostenibile la transizione energetica.

«Siamo orgogliosi di essere partner di questo progetto finalizzato a creare una filiera europea delle batterie», dichiara Francesco Venturini, responsabile di Enel X, «questo progetto permetterà di creare nuovi mercati e nuove opportunità di crescita per le aziende, coniugando efficienza, sostenibilità e innovazione e facilitando l’Europa nel raggiungimento di un obiettivo di cruciale importanza, come una maggiore indipendenza di approvvigionamento delle materie prime», aggiunge. «Stiamo sviluppando ed investendo in processi di riciclo innovativi per sostenere la filiera italiana ed europea delle batterie al litio e poter fornire il nostro contributo alla transizione energetica», afferma il presidente di Midac, Filippo Girardi. «Partiremo dal riciclo per arrivare alle celle, i nostri impianti sorgeranno in Italia per rafforzare la presenza italiana nel comparto delle batterie».

Il progetto prevede che Enel X e Midac svolgano attività di ricerca e sviluppo per la realizzazione dell’impianto, ciascuna nel proprio ambito di competenza, sviluppando un modello virtuoso improntato alla circolarità che consentirà di trasformare pacchi batteria esausti in materie prime da impiegare per realizzare nuove celle, limitando l’estrazione di minerali e riducendo così costi e impatti ambientali del processo.

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