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Export, Fvg sul podio con 22 miliardi

E’ Matteo Zoppas, presidente dell’Ice, nel corso della presentazione di Top100 a Udine, a ricordare le performance della regione e del Nordest

Maurizio Cescon
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Il direttore Paolo Mosanghini intervista Matteo Zoppas

 

L’export dell’Italia, nel 2022, è balzato a 625 miliardi di euro, quello del Friuli Venezia Giulia ha raggiunto i 22 miliardi, con una crescita a doppia cifra (20%) sull’anno precedente. È stato il neo presidente (nominato il 16 febbraio) dell’Ice, l’industriale pordenonese Matteo Zoppas, a snocciolare un po’ di dati lusinghieri sulla potenza del made in Italy, nel corso dell’intervista con il direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, la prima delle tre testimonianze (sono seguiti il presidente del gruppo Danieli Gianpietro Benedetti e il presidente di Illycaffè Andrea Illy) ascoltate dalla platea di ospiti intervenuti a Top 100, evento organizzato dal gruppo editoriale Gedi per presentare i 100 più importanti, in termini di fatturato, industriali del Nordest.

«L’export vale il 32% del Pil dell’Italia - ha affermato Zoppas - con un più 10% complessivo a febbraio 2022 rispetto allo stesso mese del 2021. Chimica e farmaceutica stanno andando bene. Più export significa più economia e più posti di lavoro. Investiamo molto nel promuovere il made in Italy, cioè ciò che è fatto bene, ciò che è fatto meglio. Nei settori delle tre “F”, food (agroalimentare), fashion (moda) e furnitures (mobili e arredo), abbiamo primati non da poco. E come Ice il nostro compito è anche quello di trovare sbocchi esteri per le nostre aziende, visto che abbiamo 78 uffici esteri in tutto il mondo. E ancora portiamo i buyer stranieri in Italia, con tante occasioni d’incontro con i produttori. Abbiamo già raggiunto risultati considerevoli, con un più 130% di vendite in Cina, un +25% in Turchia».

Zoppas, pungolato da Mosanghini, ha quindi inquadrato il contesto geopolitico degli ultimi anni. «Il Covid ha bloccato i mercati - ha spiegato il presidente Ice - poi c’è stata la “bolla” dei trasporti, tanto che un container che costava 3 mila euro, è arrivato a costarne 15 mila in pochi mesi. E nel momento del picco dei costi è cominciata la guerra in Ucraina, con la fiammata dell’inflazione sui beni di largo consumo. Ma anche in questi anni gli imprenditori hanno dimostrato forte resilienza, il made in Italy ha retto gli aumenti dei prezzi». Un’altra grande questione è stata il rincaro delle materie prime. «Adesso il trend dei trasporti e dell’energia si sta invertendo - ha aggiunto Zoppas -. C’è un clima di fiducia, anche se i prezzi non torneranno come prima della pandemia. Molto, in questo scenario, dipenderà dall’esito della guerra».

Il focus sul Friuli Venezia Giulia ha appunto riguardato la performance delle esportazioni, come accennato a quota 22 miliardi nel 2022, in aumento del 20%. «C’è una marcata vocazione industriale nei settori metallurgico, dei trasporti e del legno arredo - ha osservato ancora il numero uno dell’Ice -. Il porto di Trieste, per tutto il sistema regionale, è un asset fondamentale, ma poi ci sono anche l’interporto e il punto franco. Il modo per mantenere gli investimenti sul territorio? Far comprendere che i nostri prodotti sono eccellenza e vengono realizzati in modo specifico qua. Poi c’è il capitolo fiscale: il cuneo, nei confronti dei Paesi vicini, sconta diversi punti di differenza a nostro sfavore, su questo ambito c’è molto da fare, da limare le distanze e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Governo ci stanno seriamente lavorando».

Zoppas ha quindi raccontato alcuni dettagli della sua recente missione in Giappone, con il capo delegazione, il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

«Il Giappone è interessato alle nostre tre “F”, cioè food, fashion e furnitures, ma stanno tirando molto anche aerospazio, difesa e alcune start up che si stanno facendo strada. C’è fermento in Giappone, ma del resto con il made in Italy è più facile farsi aprire le porte». Infine un cenno alla storica concorrenza con la Francia sul vino. «Loro fanno ancora numeri superiori a noi in valore - ha concluso Zoppas -, ma il Prosecco sta andando molto bene, con i suoi 480 milioni di bottiglie vendute».

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