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Intesa, ok dei soci all'aumento di capitale per l'ops su Ubi

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MILANO. I soci di Intesa Sanpaolo, riuniti oggi in assemblea con la formula del rappresentante designato, hanno dato il via libera all’aumento di capitale del gruppo a servizio dell’ops lanciata sulla concorrente Ubi. Gli azionisti, presenti per il 52,25385% del capitale, hanno anche approvato il bilancio del gruppo e assegnare a riserve l’utile.

Sul fronte dell’aumento di capitale dai soci è arrivata una delega al cda a deliberare, entro fine anno, un rafforzamento con l’emissione di un numero massimo di 1.945.284.755 azioni del gruppo, che verranno valorizzate al prezzo di borsa al momento dell’emissione. A valore esemplificativo, precisa la banca, considerando il prezzo del 21 aprile, l’aumento sarebbe pari a 2,6 miliardi di euro.

«Il confronto tra il patrimonio netto tangibile di Ubi Banca e l’ammontare dell’aumento di capitale di Intesa Sanpaolo determina una differenza che, al netto della quota attribuibile al fair value delle attività e passività acquisite e della valorizzazione di eventuali attività intangibili, rappresenterà il goodwill negativo (o badwill), dal quale va poi sottratta la perdita registrata per effetto della cessione del ramo bancario e pari alla differenza fra la patrimonializzazione del ramo ceduto e il prezzo pagato da Bper Banca», scrive ancora l’istituto.

«Senza considerare la valorizzazione delle attività e passività acquisite, che presuppone la conoscenza di dettaglio delle poste contabili del Gruppo Ubi, il badwill, considerando il prezzo ufficiale del 21 aprile 2020, risulta essere pari a 4 miliardi di euro, rispetto a 2,2 miliardi di euro determinato sulla base del prezzo ufficiale di 2,502 euro - preso come riferimento per la determinazione del costo preliminare dell’operazione - al 14 febbraio 2020», conclude il comunicato.

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