Carlo Cottarelli e le fake news su economia e finanza: costruite per orientare l'opinione pubblica

Ospite in streaming del Cicapfest di Padova, ha scritto un libro sul tema a partire dal "fantomatico raddoppio dei prezzi" a causa dell'euro. E sulle teorie complottiste: signoraggio a parte, sono tutte fesserie

Dal signoraggio alla privatizzazione delle banche centrali, dal club di Bilderberg alle teorie su Soros, la Trilaterale e il Fondo Monetario Internazionale passando per le bufale sull’euro e sull’Europa, sulle pensioni e sulla crescita economia.

Carlo Cottarelli, già commissario straordinario per la Spending Review tra ottobre 2013 e novembre del 2014, e ora alla guida di una task force per una proposta di revisione del Fisco su incarico dell’Ordine nazionale dei commercialisti, smaschera le principali bufale che in maniera più o meno spontanea sorgono dal web e anche attraverso i media e che distorcono la realtà, orientando l’opinione pubblica verso scelte spesso poco avvedute.

Al Festival della Scienza e della Curiosità Cicap, ospitato nei giorni scorsi ne ha parlato con lo scrittore e divulgatore scientifico Massimo Polidoro, anche in qualità di autore per altro del saggio sul tema delle fake news dal titolo “Pachidermi e Pappagalli. Tutte le bufale sull’economia a cui continuiamo a credere” edito da Feltrinelli.

Secondo uno studio realizzato da Doxa nel 2018, il 50 per cento degli italiani ammetteva di avere creduto ad almeno una notizia falsa nell’arco di quell’anno e il 13 per centodi averne prese per vere più di cinque. Perché le bufale hanno tanta presa sulla gente?

«Spesso sono notizie costruite a tavolino per uno scopo preciso: fare scalpore, orientare in un modo o in un altro l’opinione pubblica e così via, ottenendo un vantaggio diretto per chi le diffonde. In questi casi la notizia falsa ha successo quando stimola i nervi più sensibili della società, le paure, le idiosincrasie, le frustrazioni e le debolezze. Ma non sempre succede così: ci sono anche bufale che nascono, per così dire, spontanee e che rispondono all’attribuzione a uno specifico evento, magari contestuale temporalmente o magari anche no, della responsabilità di un fenomeno più complesso».

Ci può fare un esempio?

«Un caso tipico è quello del fantomatico raddoppio dei prezzi con l’effettiva circolazione monetaria dell’Euro in Italia a partire dal gennaio 2002. Un fenomeno che le statistiche dei panieri Istat del tempo non hanno registrato affatto ma che è cresciuto esponenzialmente nella credenza popolare soprattutto a partire dal 2008, a seguito di una crisi economica che poco aveva a che vedere con l’introduzione della moneta unica».

Ci sono poi il tema del signoraggio, della privatizzazione delle Banche centrali europee, dei complotti plutocratici internazionali e così via. Cosa c’è di vero?

«Sulle teorie complottistiche preferisco non soffermarmi, si tratta per lo più di assolute fesserie che hanno il sapore di fenomeni come il “Protocollo dei Savi di Sion” dei primi del ’900. È innegabile però che alcuni fenomeni, tipo il signoraggio, esistano davvero. Il signoraggio è in effetti del guadagno che, ad esempio, la Banca Centrale Europea ottiene dalle altre banche nell’atto di battere moneta e che reinveste in operazioni a sostegno dell’economia della sua area di influenza. Anche la questione della privatizzazione delle banche centrali è tecnicamente vera. La Banca d’Italia è effettivamente di proprietà delle Banche commerciali del Paese e tuttavia si tratta solo di una questione formale. Gli utili della Banca d’Italia per legge non vanno affatto alle banche commerciali e i dati lo dimostrano: generalmente oltre il 90% dei dividendi che Bankitalia mette a bilancio finisce al ministero del Tesoro, il rimanente si divide tra le riserve e le banche commerciali italiane».

In un mondo che sembra gradire le notizie false, soprattutto quando queste confermano pregiudizi culturali preesistenti, come si fa a divulgare la complessità tipica delle informazioni, soprattutto economiche più veritiere?

«Luca Carboni, il cantautore, aveva capito tutto molti anni fa: ci vuole un fisico bestiale! Nel mio libro lo dico: inventare una fake news è facile, bastano pochi secondi, per smontarla ci vuole molto più tempo. La strategia di chi campa di queste attività è di spararne quante più può: tante più balle una persona dice tanto più difficile sarà smentirle tutte». —