Fintech, ai nastri Aidexa: la banca digitale per le pmi di Nicastro

Roberto Nicastro

Tra i principali investitori ci sono Generali, maggiore azionista con il 16%, Banca Ifis e l'Istituto Atesino di Sviluppo (entrambi con il 10%), più 30 investitori istituzionali. Il 25% della società è detenuto dagli otto promotori, in primis Nicastro, che possiede oltre il 10%

MILANO. Il banchiere di lungo corso, Roberto Nicastro, da tempo attivo nel fintech come angel investor in diverse società innovative, dà il via alla prima banca digitale italiana dedicata esclusivamente alle piccole imprese. Il nome è stato svelato oggi, AideXa, ed è la naturale evoluzione del 'Progetto Banca Ideà, lanciato insieme a Federico Sforza (ex-Nexi), che lo scorso giugno ha chiuso un primo round di finanziamento da 45 milioni di euro. L'obiettivo di AideXa è offrire ai piccoli imprenditori «un'esperienza bancaria veloce, trasparente, semplice e sicura» facendo leva sulle nuove tecnologie, come intelligenza artificiale e machine learning, spiegano Nicastro, che è il presidente non operativo della società, e l'amministratore delegato Sforza.

La nuova fintech punta a raggiungere 100 mila clienti in cinque anni e il break even in tre, con soddisfazione per gli azionisti entro il 2025. Il piano assunzioni al 2022 prevede l'ingresso di un centinaio di figure professionali.

Tra i principali investitori di AideXa ci sono Generali, maggiore azionista con il 16%, Banca Ifis e l'Istituto Atesino di Sviluppo (entrambi con il 10%), più 30 investitori istituzionali. Il 25% della società è detenuto dagli otto promotori, in primis Nicastro, che possiede oltre il 10%, e Sforza, con una quota inferiore al 10%. «L'ambizione è di rivoluzionare radicalmente l'esperienza tra piccola impresa e fornitori di servizi finanziari», afferma Nicastro, ex d.g. di Unicredit, già vicepresidente di Ubi Banca, oltre a essere stato presidente delle quattro Good Banks (Chieti, Ferrara, Etruria, Marche), e attualmente advisor Europa per Cerberus Capital. AideXa ad oggi opera con la licenza 106 dal testo unico bancario e «conta di ottenere - dice Sforza - le necessarie autorizzazioni per operare come banca nel corso del 2021». La banca digitale sarà ad «altissima tecnologia ma vicina ai clienti» e partirà con un primo prodotto di instant lending.