Chi è Girondi il re dei filtri con la passione per le banche: dalla sonda exomars a primo azionista di Banco Bpm

Il presidente della società veronese aumenta la quota in Banco Bpm - tramite la holding GGG - portandola al 4,98 per cento. Ecco tutti gli altri investimenti nel settore bancario

C’è stato un tempo, neanche tanto lontano, in cui all’industria del Quarto Capitalismo le banche piacevano. Non le super banche, che in realtà ancora non erano tali, ma le banche di territorio, belle scattanti e anche ricche.

Non serve frugare molto nella memoria, ma tutti ricorderanno i pattisti di Deltaerre che tenevano Antonveneta, pezzi da novanta del capitalismo familiare italiano, Ennio Doris, Romeo Chiarotto, Maurizio Amenduni, Angelo Boscolo, Nicolò Azzolini, Francesco Paolo Pagnan, Giuseppe Stefanel, Francesco Micheli. E nella banca di Silvano Pontello c’erano ovviamente anche Edizione dei Benetton.

Altre storie, non finì benissimo, per Antonveneta si intende. Ma in un’era di concentrazioni bancarie, dopo che l’operazione Intesa su Ubi è arrivata a dama, la prossima in profumo di m&a è BancoBpm. Un altro istituto lombardo-veneto, l’ultimo in realtà rimasto originato dal ricco Nordest. E in questo scenario ad affacciarsi è ancora una volta un industriale del florido quadrante nordorientale: Giorgio Girondi.

Un paio di settimane fa, l’imprenditore mantovano a capo di Ufi Filters, con la sua holding GGG ha aumentato la sua quota in Piazza Meda dall’1,02% al 4,98% del capitale con un investimento a prezzi di borsa dell’ordine di 110 milioni di euro. Una quota che pone l’imprenditore poco sotto la quota detenuta da Ubs, 6,38% detenuta tramite strumenti finanziari. 

L’operazione, che la cassaforte GGG (patrimonio netto nel 2019 a 315 milioni e attivo consolidato ammontava a 940 milioni) ha realizzato con l’assistenza dello studio legale Baker McKenzie rende Girondi il primo azionista privato dell’istituto milanese.

Un investimento di natura finanziaria di medio lungo periodo, non con l’attitudine del raider quindi, ma volto a dare stabilità alla banca e basata sulla convinzione, sottolineano fonti vicino all’imprenditore, che l’istituto abbia significative prospettive di valorizzazione nel medio lungo termine sia in assoluto (in Borsa al momento dell’operazione BancoBpm valeva poco più del 20% del proprio patrimonio), sia come motore di potenziali aggregazioni.

GGG è la società che custodisce tutte le partecipazioni dell’imprenditore del 65enne imprenditore mantovano.

 La più importante e di carattere strategico è UFI Filters, con sede a Nogarole Rocca (Verona), leader globale nelle tecnologie della filtrazione e del thermal management. I suoi prodotti vengono impiegati in molteplici settori – dall’automotive, aerospaziale e nautico ad applicazioni idrauliche customizzate e specifiche per l’industria e sono presenti ovunque, dalla F1 con Ferrari e altre importanti scuderie, al veicolo spaziale europeo ExoMars. UFI, una delle prime società italiane a individuare opportunità di crescita in Estremo Oriente, realizza oltre 420 milioni di euro di fatturato e dispone oggi di 19 siti industriali e conta oltre 4.000 dipendenti in 19 paesi.  

Altra partecipazione rilevante di GGG - intorno al 30% - è quella in Igea Banca, che ha recentemente completato l’incorporazione della Banca del Fucino. In questo caso, l’obiettivo della banca – presieduta da Mario Masi - è creare una realtà nuova nel panorama bancario italiano: un istituto fortemente radicato sul territorio (prevalentemente Lazio e Abruzzo) attivo non solo sul private banking ma anche nel segmento delle piccole e medie imprese e con una forte vocazione digitale, a servizio dei professionisti e degli imprenditori con servizi di finanziamento su misura e innovativi,

GGG deteneva anche una partecipazione dell1,5% del capitale di UBI, ceduta su mercato durante l’Offerta di Banca Intesa. Oltre agli investimenti nel settore bancario, Girondi è co-fondatore con Marco Capello, Emilio di Spiezo Sardo e Marco Anatriello – ex banchieri di Merrill Lynch – del fondo Bluegem che ha oggi oltre 500 milioni di euro di asset in gestione, forte di un Advisor board dove siedono, fra gli altri, Andrea Agnelli e Massimiliano Cagliero (Banor SIM).

Ha investito inoltre nel fondo Ipo Club gestito da Azimut Libera Impresa sgr e in altre iniziative di private Equity e venture capital, fra le quali un veicolo che ha acquisito quote di Didi Chuxing, la più importante piattaforma sul mercato cinese per i servizi di taxi, auto private e autisti professionisti e direttamente in Go Bike, piattaforma dalle caratteristiche analoghe in Thailandia.