Ferraresi: "Per Cattolica il digitale non sarà alternativo alle agenzie"

"La rete resta primaria nel mondo assicurativo, ma va integrata con il sistema tecnologico che, però, non dev'essere concorrenziale al rapporto umano, non è alternativo ma integrativo" ha spiegato l'ad e direttore generale della compagnia

VERONA. Generali «si è dimostrata rispettosa e attenta al brand Cattolica e sono sicuro sarà una storia di successo». Così l'ad di Cattolica Carlo Ferraresi commentando la partnership con il Leone, operativa dopo l'aumento di capitale. «Siamo sicuri che da questa partnership si potrà creare valore, non sarà un lavoro semplicissimo ma le capacità della nostra squadra manageriale potranno portarla a termine» aggiunge intervenendo all'Insurance Day di Accenture e Milano Finanza.

Nel 2021 per Cattolica «non mancheranno le cose da fare, chiudere la seconda tranche dell'aumento, da cooperativa diventare spa e concretamente realizzare la partnership» con Generali. Cattolica spinge sul digitale ma le Agenzie restano centrali. «Il digitale aiuta sia nel rapporto con i clienti sia nelle esigenze lavorative all'interno delle compagnie assicurative, con una crescita dello smart working che noi avevamo già iniziato nel 2019.

La rete (delle agenzie, ndr) resta primaria nel mondo assicurativo, ma va integrata con il sistema tecnologico che, però, non dev'essere concorrenziale al rapporto umano, non è alternativo ma integrativo» spiega Carlo Ferraresi, ad e direttore generale di Cattolica Assicurazioni durante l'Insurance Day di Accenture e Milano Finanza.

«La pandemia ha posto il sistema economico e sociale di fronte a delle nuove sfide, con i processi che si sono accelerati come nessuno si aspettava. Sono cambiate le abitudini di consumo, con la clientela più attenta al prezzo, a un'offerta personalizzata. Con lo spostamento degli acquisti sul web i clienti hanno ora una richiesta maggiore di digitalizzazione anche delle offerte assicurative» ha aggiunto.