La pandemia frena tutti i big in Borsa: tiene Banca Generali, regina è De’ Longhi

Il Leone chiude l’anno (-22%) con lo sbarco in Grecia. Fincantieri (-41%) condizionata dallo stop alle crociere

Di sicuro poteva andare peggio, soprattutto se il confronto viene fatto con l’economia reale. Piazza Affari chiude il 2020 con l’indice globale (il Ftse All Share) in calo del 6,2% in un anno che ha visto il Pil italiano intorno al 10%. Merito soprattutto dell’abbondante iniezione di liquidità garantita dalla Bce in questi mesi, che ha consentito di ammortizzare il colpo. A livello settoriale bene soprattutto i titoli del pharma e quelli a vario titolo legati alle tecnologie, due settori con scarsa presenza tra le aziende del Triveneto e questo spiega la prevalenza del rosso tra i titoli dell’area.

Tra le big, male soprattutto i finanziari, che in primavera hanno visto crollare le quotazioni e poi si sono ripresi solo in piccola parte nonostante la mancata distribuzione dei dividendi su pressione delle authority europee. Generali (1,3 miliardi di euro di utili nei primi nove mesi del 2020) chiude l’anno in Borsa con un -22% rispetto a fine 2019 nonostante il management abbia sostanzialmente confermato i target del piano che si conclude nel 2021 e sia proseguita la generazione di cassa utile a mettere a segno eventuali acquisizioni (2,5 miliardi di euro pronti a essere usati a questo fine).

Generali: colpo di fine anno L’anno delle Generali si è concluso con un colpo a sorpresa. Il Leone ha infatti siglato un accordo per l’acquisizione da Axa del 100% di Axa Insurance Grecia per un importo di 165 milioni di euro, che rappresenta un multiplo di 12,2 volte gli utili 2019, soggetto ad aggiustamenti al closing. Inoltre, Generali ha rinegoziato l’accordo di distribuzione in essere tra Axa Grecia e Alpha Bank in scadenza a marzo 2027, estendendolo per 20 anni dal closing con la definizione di futuri pagamenti da parte delle compagnie di Generali in Grecia ad Alpha Bank.

Tra i prossimi obiettivi, stando ai rumors di mercato, vi sarebbero gli asset francesi e polacchi di Aviva. La controllata Banca Generali ha limitato i danni (-6,9%) grazie soprattutto alle buone performance della raccolta, ben 5,5 miliardi di differenza positiva tra nuove sottoscrizioni e riscatti da inizio anno. Di fronte a tante incognite molti risparmiatori hanno confermato la propria fiducia nei consulenti finanziari, tanto da portare gli asset in gestione a quota 70 miliardi di euro (dato al 30 settembre).

Le banche In parte nordestina resta l’anima di BancoBpm, che nel confronto a un anno cede l’11,7%, con un buon recupero nelle ultime settimane, tra tenuta dei conti e rumors su possibili aggregazioni che potrebbero concretizzarsi nel 2021. Banca Ifis fa peggio, perdendo ben il 33% e Cattolica lascia sul terreno il 36%. Gli industriali Tra gli industriali, Danieli ha limitato i danni grazie alla flessibilità della sua produzione (-12% la performance a dodici mesi) e conquistato nuove commesse da Turchia, Cina e anche dall’Italia (l’ammodernamento dell’impianto dell’acciaieria del gruppo Pittini a Verona). Fincantieri-Stx: nuovo rinvio Mentre il gigante della cantieristica Fincantieri ha lasciato sul terreno il 41%, scontando le difficoltà della crocieristica in era di pandemia, ma intanto ha ampliato il proprio orizzonte di business e fatto incetta di nuovi mandati a livello internazionale.

Resta da definire la vicenda per la conquista dei cantieri francesi ex-Stx, con l’antitrust europea che continua a temporeggiare nella decisione. A Capodanno però è arrivato l’annuncio che è stato concordato ancora un mese di tempo per portare a conclusione il contratto di vendita dei Chantiers de l’Atlantique francesi (ex Stx) al gruppo italiano. In extremis, è arrivata la nuova proroga della scadenza del 31 dicembre.

Cede il 37% Eurotech, che lo scorso anno era risultato tra i migliori titoli di Piazza Affari, mentre risulta in leggerissima contrazione Essilor-Luxottica (-3,4% rispetto a inizio anno), che tuttavia è quotata solo alla Borsa di Parigi da quando è stata completata la fusione tra l’azienda italiana leader mondiale nella produzione di montature per occhiali e quella francese, che pre-fusione aveva lo stesso posizionamento nel segmento delle lenti. Meno bene è andata a Safilo, che ha ceduto il 28%, a Masi Agricola (-21%) e a Carraro (-30%). Tra i titoli dell’abbigliamento male Geox (-32%) e anche peggio Ovs (-46%). Bene Zignago Vetro (+8%) Infine in controtendenza De Longhi, che mette a segno un rialzo del 39% e chiude l’anno completando l’acquisizione di Capital Brands. —