Del Vecchio e le Fondazioni azioniste di UniCredit fanno muro alla fusione con Mps

Da quel poco che trapela dal nascente nucleo stabile di azionisti, sarebbe emersa a livello strategico la netta contrarietà all'operazione Mps che i vecchi soci vedono come una riedizione della fusione politica con Capitalia

MILANO. Azionisti di peso di Unicredit, tra i quali la Delfin di Leonardo Del Vecchio, consultati in vista della nomina del nuovo ceo che sostituirà Jean Pierre Mustier, hanno manifestato contrarietà a una eventuale integrazione dell'istituto con Banca Mps. È quanto sostiene Il Sole 24 Ore.

"Da quel poco che trapela dal nascente nucleo stabile di azionisti, sarebbe emersa a livello strategico la netta contrarietà all'operazione Mps che i vecchi soci vedono - a torto o a ragione - come una riedizione della fusione politica con Capitalia", scrive il quotidiano. In particolare "si starebbe cementando un asse tra la Delfin di Leonardo Del Vecchio, la Fondazione CariVerona e la Fondazione Crt - cui complessivamente fa capo circa il 5% della public company bancaria - per creare un nucleo stabile di azionisti con cui il board uscente potrà confrontarsi per definire il profilo del nuovo ceo".

Sempre secondo Il Sole 24 Ore "se il nascente asse Del Vecchio-Fondazioni si consoliderà, come pare, il nuovo board di UniCredit potrà contare già in partenza su un 5% di voti a favore in assemblea e, puntando soprattutto sulla notorietà di Del Vecchio tra gli investitori istituzionali, trascinare il voto dei fondi a favore della lista di maggioranza".

Quanto alla scelta del ceo, che ad ogni modo spetta al cda, ci vorranno probabilmente non giorni, ma settimane per arrivare alla scelta delle candidature finali da portare all'esame del board. Non sono infatti ancora partite le interviste individuali ai vari candidati esterni e interni al gruppo da parte del comitato nomine e governance presieduto da Stefano Micossi e di cui fa parte lo stesso Pier Carlo Padoan.