Cortina 2021, Banca Ifis: circular economy e big data: lo sport system di montagna resiste meglio alla crisi

Alessandro Benetton, a sinistra , Ernesto Fürstenberg Fassio Vice Presidente di Banca Ifis a destra

Tra le azioni green più diffuse ci sono il riciclo dei rifiuti e residui di produzione (54%), l'utilizzo di energie rinnovabili (20%), la riduzione dei consumi e l'efficientamento energetico (18%), il contenimento delle emissioni e degli agenti inquinanti (9%). Il 66 per cento delle aziende del settore ha mantenuto invariata o incrementato la quota destinata agli investimenti in ricerca e sviluppo

CORTINA. E' un settore di eccellenza, quello dello sport system di montagna, che ha saputo resistere alla crisi meglio di altri, anche grazie a una maggiore specializzazione. E che punta ancora a crescere nel biennio 2021-2022, agendo sull'export e nell'orizzonte della sostenibilità.

Lo conferma il Market Watch di Banca Ifis, national partner dei Campionati del mondo di sci alpino. La fotografia parla di 11 milioni di persone che praticano gli sport montani e di 550 società attive nei comparti della calzatura, dell'abbigliamento e delle attrezzature sportive, di cui 200 estremamente specializzate, concentrate nell'Italia centro-settentrionale, in particolare nel Distretto di Asolo e Montebelluna, che generano un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e impiegano circa 30 mila addetti.

"Il nostro obiettivo - ha spiegato Ernesto Fürstenberg Fassio, vice presidente di Banca Ifis - è proprio quello di fare credito nel modo migliore ad un'economia come questa, partendo dalla collaborazione con un distretto." "Ed a noi fa piacere - ha ripreso Alessandro Benetton, presidente di Fondazione Cortina 2021 - che i mondiali rappresentino un'occasione di rilancio ed offrano l'immagine di un Paese che sa fare squadra".

Le aziende dello sport system di montagna, sottolinea fra l'altro l'indagine, utilizzano catene di fornitura corte che coinvolgono nell'88% dei casi aziende nazionali, di cui il 37% addirittura dello stesso territorio, riducendo così la logistica e abbattendo le emissioni in atmosfera.

E tra le azioni green più diffuse ci sono il riciclo dei rifiuti e residui di produzione (54%), l'utilizzo di energie rinnovabili (20%), la riduzione dei consumi e l'efficientamento energetico (18%), il contenimento delle emissioni e degli agenti inquinanti (9%). Oltre sei imprese su dieci hanno riprogettato i processi produttivi in base ai principi della circular economy con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale attraverso la re-immissione delle risorse nei cicli produttivi. All'interno di questo sottoinsieme il 46% degli intervistati punta ai rifiuti zero, il 33% ricicla gli scarti di produzione, il 16% riduce l'utilizzo di materiali non rinnovabili.

Dallo studio risulta poi che il 66% delle imprese dello sport system di montagna ha mantenuto invariata o incrementato la quota destinata agli investimenti in ricerca e sviluppo. E per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica nel 2020 e ripartire nel 2021-2022 ci si sta concentrando sull'innovazione e la personalizzazione di prodotto (64% dei produttori) e l'adozione di modelli di servitization, ossia di soluzioni che coniugano prodotto e servizi (56%). La strada da percorrere prevede un'adozione sempre più convinta di tecnologie 4.0 che serviranno soprattutto a migliorare l'esperienza dei clienti.

Tra le principali aree in cui verranno introdotte queste nuove tecnologie vi sono, infatti, l'e-commerce (61%), i nuovi prodotti o servizi (58%) e il dialogo con i clienti (56%). "Cortina ha permesso di portare in una vetrina favolosa i brand di queste aziende", ha commentato Carlo Boroli, vice presidente di Assosport.

"Sì, è stato fatto un lavoro che rappresenta - ha concluso Carlo Fernandez, operations manager di Liski - un bellissimo biglietto da visita anche per le future Olimpiadi. Per noi è importante continuare a fare ricerca e sviluppo lavorando molto, ad esempio, sicurezza delle piste."