Banca di Verona e Vicenza, i soci chiamati a decidere per la fusione: avrà masse intermediate per oltre 4,35 miliardi di euro

Il presidente Piva e il direttore Trainotti di Banca di Verona

Le assemblee delle due Banche si svolgeranno secondo le disposizioni del Governo in tempo di pandemia, il 24 febbraio a Padova nella sede della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo

VICENZA. Solide, con indicatori in continuo miglioramento e politiche organizzative orientate alla prudenza, pur dimostrando una concreta attenzione per il territorio soprattutto in tempo di pandemia. Con questi presupposti e con importanti risultati di solidità e di efficienza Banca di Verona e Banca San Giorgio Quinto Valle Agno si accingono ad un’operazione straordinaria di aggregazione, presentando alcuni dati relativi al bilancio 2020 che migliorano le già ottime performance dell’anno precedente.

I risultati di Banca di Verona

“Di grande soddisfazione i target raggiunti nel 2020: un traguardo ottenuto grazie ai buoni risultati nelle attività di collocamento titoli e di distribuzione di servizi di terzi- spiega Valentino Trainotti, Direttore generale di Banca di Verona. Il risultato economico, con un ROE vicino al 5% beneficia inoltre dell’ottima qualità del credito e della proficua attività di gestione, con incassi e cessioni di crediti non performing”.

Gli Npl lordi sono infatti stati ridotti al 3,9% sul totale crediti rispetto al 6,09% dell’anno scorso, mentre l’indicatore degli Npl netti è passato dall’1,51% allo 0,69%, con le sofferenze nette pari allo 0,15%. Forte la fiducia di cui gode la Banca con masse intermediate in forte incremento: la raccolta complessiva si attesta a 975,1 milioni di euro (+ 9,42%) con un incremento del 6,6% della diretta e del 12,49% della raccolta indiretta.

“Anche il patrimonio netto cresce del 4,8%, superando i 101 milioni di euro, raddoppiando in poco più di 10 anni, grazie quasi esclusivamente all’autofinanziamento con cospicui accantonamenti annui costanti e stabili- spiega il Dg Trainotti. Il CET1 capital ratio nel terzo trimestre dell’anno ha superato il 29%, uno dei valori più alti nel panorama bancario italiano; con un patrimonio libero per Banca di Verona superiore ai 62 milioni di euro, destinato ad aumentare ulteriormente non appena saranno computati gli utili 2020”.

I risultati di Banca San Giorgio Quinto Valle Agno

“Chiudiamo il 2020 con un risultato importante, dove l’utile di esercizio si avvicinerà a quello già ottenuto lo scorso anno, quando presentammo ai soci un utile di 10,64 milioni di euro- annuncia il Direttore generale di Banca San Giorgio Quinto Valle Agno, Leopoldo Pilati.

Sandini e Pilati di Banca San Giorgio Quinto Valle Agno

Nell’anno della pandemia in crescita il dato sulla raccolta complessiva che supera i 2 miliardi di euro (+10,8% della raccolta indiretta e + 12,5% della raccolta diretta). Il totale dell’attivo ha superato i 2,1 miliardi di euro. Crescono gli impieghi vivi (+ 8%) con impieghi lordi che raggiungono 1,12 miliardi di euro. Il totale delle masse amministrate supera i 3,1 miliardi di euro.

Il patrimonio netto è aumentato ulteriormente, attestandosi a oltre 135 milioni di euro. Anche la redditività ci dà soddisfazione, con un ROE prossimo all’8%. Il rapporto tra impieghi e raccolta oltre l’82% – continua Pilati – testimonia la mission dell’Istituto come banca locale di credito cooperativo forte della fiducia di oltre 13 mila soci e 50 mila correntisti, in una logica di investimento sul territorio delle risorse raccolte.

Banca San Giorgio Quinto Valle Agno chiude il 2020 con un indicatore di solidità, il CET1 capital ratio prossimo al 19% e un Texas ratio che si attesta al 23% in ulteriore miglioramento di quasi 5 punti percentuali rispetto a settembre 2020”.

Le caratteristiche della nuova Banca

La nuova Banca, se il progetto di fusione sarà approvato, si chiamerà Banca di Verona e Vicenza.

Avrà sede legale a Fara Vicentino e sede amministrativa a Verona. Sarà una realtà che comprende 16.664 soci, 48 filiali, 138 Comuni serviti, masse intermediate (raccolta complessiva + impieghi) per oltre 4,35 miliardi di euro e un patrimonio di 236,7 milioni di euro. Entrambe le BCC presentano indicatori patrimoniali e finanziari molto positivi, come pure ottime performance economiche e commerciali, con indici di solidità tra i più elevati a livello regionale e nazionale rispetto al sistema bancario. Una fusione tra due BCC che non hanno punti di sovrapposizione territoriale e che daranno il via, se i soci approveranno il progetto, ad un polo di riferimento del Credito Cooperativo nel Nord Est  all’interno del Gruppo bancario cooperativo Iccrea”.

L’appuntamento con la fusione

Le assemblee delle due Banche si svolgeranno secondo le disposizioni del Governo in tempo di pandemia, il 24 febbraio a Padova nella sede della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo.

I soci, già raggiunti per lettera dalle informazioni utili al voto, potranno esercitare il loro diritto attraverso il rappresentante designato da ciascuna Banca. Tutte le informazioni per partecipare nelle modalità stabilite dalla procedura straordinaria sono state pubblicate sui rispettivi siti web delle BCC, cui è possibile rivolgersi anche per richieste di chiarimento.

Il Consiglio di amministrazione di Banca San Giorgio Quinto Valle Agno, in virtù del gran numero di soci da raggiungere, ha organizzato alcuni incontri nella settimana che precede l’assemblea a numero chiuso e su prenotazione per dare ad eventuali soci richiedenti tutte le informazioni necessarie.