Generali, sì unanime al bilancio Donnet lavora al nuovo piano

Né Leonardo Del Vecchio, né i Benetton hanno fatto mancare il voto favorevole sull'intero elenco dei temi sottoposti all'attenzione dei soci, che hanno potuto seguire in streaming i lavori, coordinati a Trieste dal presidente Gabriele Galateri, e votare attraverso un comune rappresentante delegato

TRIESTE. È un sì pressoché unanime quello che l'assemblea di Generali, presente il 51,5% del capitale senza Caltagirone, ha espresso ieri su tutti i punti all'ordine del giorno. Un piccolo scostamento si ha soltanto sulla politica di remunerazione e sui compensi con rispettivamente il 95,3 e 92,3% dei presenti favorevoli contro il 99,8% quasi bulgaro sul bilancio e il 98,7% sul dividendo.

Né Leonardo Del Vecchio, nè i Benetton hanno fatto mancare il voto favorevole sull'intero elenco dei temi sottoposti all'attenzione dei soci, che hanno potuto seguire in streaming i lavori, coordinati a Trieste dal presidente Gabriele Galateri, e votare attraverso un comune rappresentante delegato.


Presente all'appuntamento anche il ceo Philippe Donnet, finito involontariamente nel mirino di Francesco Gaetano Caltagirone nella battaglia ingaggiata con Mediobanca in vista del rinnovo dell'intero consiglio di amministrazione che scade all'assemblea di aprile 2022.

Ma il manager francese guarda già avanti, al 2024. «Stiamo lavorando alla definizione del prossimo piano e abbiamo basi solide per costruirlo», ha affermato ribadendo quanto preannunciato lo scorso marzo alla presentazione dei risultati 2020, quando aveva detto che puntava ad alzare il velo sul piano 2022-2024 alla fine di quest'anno o all'inizio del prossimo. «Sono molto fiducioso nel futuro delle Generali e nelle persone con cui lavoro per concludere il piano attuale e mettere a punto quello per il prossimo triennio», ha aggiunto Donnet spiegando che il progetto conterrà «ambiziosi obiettivi di crescita» e «risultati sostenibili nel tempo».

E nel percorso tracciato è in programma a maggio un incontro con tutti i ceo del gruppo. Tolto il 5,6% di Francesco Gaetano Caltagirone, il capitale presente è stato in linea con il 57,5% dell'appuntamento dello scorso anno che si era già tenuto a distanza a causa della pandemia, e ancor più con il 55,8% dell'assemblea del 2019, l'ultima in presenza. Il vicepresidente vicario di Generali, oltre a non aver depositato le sue azioni per partecipare all'assemblea, non ha seguito i lavori a differenza di tutti gli altri consiglieri (l'unico altro assente giustificato era Lorenzo Pellicioli di De Agostini). Caltagirone tuttavia ha poi partecipato al cda, riunito come di consueto (sempre a distanza) al termine dell'appuntamento dei soci. —