Veneto Banca, respinta l’istanza: il processo rimane a Treviso

Il processo a carico di Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca, rimarrà di competenza del Tribunale di Treviso e non sarà trasferito, come richiesto dalla difesa, a Trento. Lo ha deciso oggi il collegio giudicante, presieduto da Umberto Donà

TREVISO. Il processo a carico di Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca, rimarrà di competenza del Tribunale di Treviso e non sarà trasferito, come richiesto dalla difesa, a Trento. Lo ha deciso oggi il collegio giudicante, presieduto da Umberto Donà.

Gli avvocati dell'imputato, che deve rispondere di ostacolo alla vigilanza, falso in prospetto e aggiotaggio, avevano chiesto che il fascicolo fosse trasferito ad un altro distretto di Corte d'appello a causa della presenza, fra i magistrati veneziani, di soggetti detentori di titoli della ex banca popolare, andata in dissesto nel giugno del 2017 e rilevata nelle sue componenti sane, assieme alla Banca Popolare di Vicenza, da Intesa Sanpaolo.

Fra le ragioni che hanno indotto al rigetto, l'assenza di azioni legali contro l'attuale imputato da parte dei magistrati danneggiati dall'azzeramento dei titoli in loro possesso.

Il Tribunale ha anche escluso Intesa Sanpaolo da responsabilità civili, come richiesto da più legali dei soggetti danneggiati, così come non ha ammesso circa 300 parti civili, rappresentate da risparmiatori che nella primavera del 2017 aderirono all'Offerta pubblica di transazione proposta da Veneto Banca ai clienti che si videro azzerare il valore di azioni ed obbligazioni.

In quella circostanza l'istituto offrì un risarcimento del 15% del valore perduto, a fronte dell'impegno a rinunciare ad iniziative giudiziarie. Il processo riprenderà lunedì prossimo, secondo una scaletta di udienze settimanali che dovrebbe portare alla conclusione del dibattimento a metà luglio.