Crédit Agricole, l’utile balza a +58%, trimestre in crescita anche per FriulAdria

Il Gruppo in Italia realizza un risultato aggregato di 230 milioni. La banca pordenonese segnala finanziamenti in aumento

PORDENONE. Il gruppo Crédit Agricole in Italia nel primo trimestre 2021 ha fatto registrare un risultato netto aggregato di 230 milioni di euro (+58%), di cui 83 dall’attività bancaria. Al risultato ha contribuito Crédit Agricole FriulAdria, che è parte del Gruppo, che non ha reso noto il dettaglio della marginalità, ma confermando un trimestre molto dinamico.

Quasi 1.200 i nuovi mutui stipulati dall’istituto di credito che ha sede a Pordenone, con volumi in crescita del 24% rispetto all’anno precedente. Incrementano anche i finanziamenti alle piccole e medie imprese (in Veneto registrano un +13%). Significativa, in particolare, la performance della banca nel collocamento dei prodotti legati al risparmio gestito, in aumento del 50%. Oltre 6 mila sono i nuovi clienti acquisiti nel periodo gennaio-marzo, con un indice di soddisfazione della clientela in decisa crescita su tutti i target.

Tornando ai dati del Gruppo, l’attività commerciale si segnala in crescita, con il finanziamento all’economia che sale a 78,2 miliardi di euro (+1,6% rispetto al primo trimestre 2020) e una raccolta totale che arriva a 276,5 miliardi di euro (+14,1%).

Si segnala il collocamento prodotti legati al risparmio gestito in aumento del +55%, nuovi prestiti per acquisto abitazione in aumento del +27%; premi assicurativi danni +14%. La spinta commerciale si riflette sull’andamento dei volumi evidenziando lo stock degli impieghi in aumento del +7,2%, trainato dall’andamento positivo sia del comparto mutui casa che dei prestiti alle imprese.

A sostegno di famiglie e imprese sono stati messi a disposizione e già erogati 2,9 miliardi di prestiti garantiti dallo Stato. La raccolta registra +5,8%, trainata dal trend di forte crescita dei risparmi detenuti in liquidità come tutela dalla crisi; il risparmio gestito in aumento del +15,1%. Il Gruppo rileva inoltre una redditività in crescita con ricavi in aumento del +9,4% , trainati dall’apporto positivo del comparto commissionale (+12%). Prosegue inoltre il percorso di ottimizzazione dei costi grazie alle azioni di efficientamento e razionalizzazione. L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale impieghi risulta in ulteriore riduzione e si attesta a 2,8% (era 3,0% a dicembre 2020). Migliorano le coperture del portafoglio non performing che si portano al 52,4% e quelle delle sofferenze al 69,6%. Solida la posizione patrimoniale con un Cet1 Ratio pari al 13,7% ed un Total Capital Ratio pari al 19,4%.

Crédit Agricole Italia ufficializza infine di aver concluso con successo nei giorni scorsi l’Opa, Offerta pubblica di acquisto ) volontaria con corrispettivo in denaro promossa sulla totalità delle azioni del Credito Valtellinese. «Grazie a questa operazione Crédit Agricole Italia controlla il 91,167% del capitale di Creval, che consoliderà la posizione competitiva del Gruppo in Italia generando valore per tutti gli stakeholder, le comunità locali e i territori tramite un modello di banca universale completo, al servizio di circa 3 milioni di clienti» dichiara il Gruppo in una nota, precisando che l’integrazione del Credito Valtellinese entro i prossimi mesi. Dopo aver portato a termine questa operazione «Crédit Agricole non ha altri obiettivi di M&A in Italia» ha detto il Cfo, Jerome Grivet in un’intervista con Bloomberg. La banca prenderà le opportunità quando si presenteranno, ha spiegato Grivet indicando anche che Crédit Agricole non si aspetta sorprese nei libri contabili di Creval.