Sicit, lo strano caso della contesa per la pmi degli scarti della concia: ora in campo anche gli svizzeri

Syngenta, gruppo chimico svizzero, controllato da ChemChina, ha avanzato una controproposta, prefigurando di potere lanciare un'Opa a 17,3 euro, rialzando il prezzo offerto da Bidco

VICENZA. Nuova puntata nella contesa per il controllo di Sicit, la società della chimica che recupera gli scarti della concia e crea biostimolanti per l’agricoltura. In settimana è infatti arrivata una arrivata una offerta concorrente (in realtà per ora è solo una manifestazione di interesse) per l’acquisizione della maggioranza della società quotata a Piazza Affari. 

Il 5 maggio, a mercati chiusi, Syngenta, gruppo chimico svizzero, controllato da ChemChina, ha avanzato una controproposta, prefigurando di potere lanciare un'Opa a 17,3 euro, rialzando il prezzo offerto da Bidco.

Lo scontro ora approda sul tavolo del consiglio di amministrazione di Intesa holding, che settimana prossima, secondo fonti vicine agli azionisti, si riunirà per decidere il da farsi. Nelle scorse settimane Nb Renaissance, di concerto con Ih, ha lanciato un'Opa, finalizzata al delisting, attraverso il veicolo Circular Bidco, offrendo 16 euro per azione, incorporando un premio del 3,3%.

Non è sfuggito proprio a nessuno che Nb Renaissance sia anche azionista di maggioranza assoluta di Rino Mastrotto Group, il gruppo della concia che ha tra i suoi azionisti (ora di minoranza) anche uno dei 30 soci che tiene la maggioranza di Sicit oggetto di opa: la famiglia Mastrotto per l’appunto (o meglio il ramo relativo a Rino Mastrotto Group).  

Tra i nodi da affrontare, nello scenario di un apprezzamento per l'ipotesi avanzata da Syngenta, c'è il term sheet sottoscritto con Intesa Holding, in base al quale l'azionista si impegna ad aderire all'offerta. L'accordo tra i promotori dell'Opa e gli azionisti prevede, nel caso in cui l'offerta sia perfezionata, che Intesa holding investa in BidCo (tramite HoldCo), mediante acquisto da Nb e Galileo del 50% del capitale di HoldCo entro tre giorni prima del pagamento del corrispettivo e, successivamente, sottoscriva nuove azioni di HoldCo, in numero tale da assicurare che Ih e Nb detengano, a processo concluso, il 50% ciascuno del capitale di HoldCo. 

L'offerta non vincolante degli svizzeri è subordinata, all'approvazione del board di Syngenta Crop Protection AG; allo svolgimento di una due diligence, all'accesso al senior management della società e alla visita agli impianti. L'offerta pubblica di acquisto che, eventualmente, ne dovesse conseguire potrebbe essere, in ogni caso, soggetta anche ad altre condizioni, in particolare con riferimento all'ottenimento di autorizzazioni regolamentari.

L'offerta non vincolante include una proposta di partnership industriale, rivolta agli stakeholder della società e, in particolare, a Intesa Holding, attualmente azionista di controllo e anche soggetto che agisce di concerto con NB Renaissance nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto promossa da Circular BidCo. In particolare, il gruppo Syngenta sarebbe pronto a offrire a Intesa Holding - nel caso in cui dovesse decidere di rimanere come investitore- un patto parasociale per condividere la governance.