Le Generali dopo Cattolica alla campagna d’Olanda: Investment Partners nel mirino, operazione da 1,5 miliardi

Il Leone di Trieste in lizza per la società di gestione del risparmio del gruppo Nn. Nella partita anche Allianz, Ubs w Dws. Donnet accelera sul piano strategico

TRIESTE. Dopo Cattolica, le Generali vanno alla campagna d’Olanda. Nel mirino, secondio indiscrezioni, ci sarebbe Nn Investment Partners, società di gestione del risparmio appartenente al gruppo assicurativo olandese Nn. Il gruppo del Ceo Donnet, come ha riferito l'agenzia Bloomberg (ma Trieste non commenta) avrebbe infatti presentato un'offerta iniziale per l'asset manager, per il quale sarebbero in corsa anche Dws, società di gestione del risparmio di Deutsche Bank, i colossi Allianz e Ubs, oltre a diverse gestori internazionali, alcuni dei quali statunitensi. S’infiamma così la partita in Europa con Allianz dopo che il gruppo guidato da Oliver Baete è riuscito a conquistare gli asset di Aviva in Polonia per 2,5 miliardi battendo proprio la concorrenza del gruppo triestino..

Lo scorso aprile Nn aveva comunicato l'avvio di una «revisione delle opzioni strategiche» a disposizione per la sua controllata, che spaziavano da una fusione a una vendita parziale, a una joint-venture. Nn Investment Partners gestisce circa 300 miliardi di euro di asset, principalmente rappresentati dai premi raccolti nel business vita dalla sua controllante. La società, secondo indiscrezioni, verrebbe valutata circa 1,5 miliardi di euro, con Nn che potrebbe mantenere una quota di minoranza siglando un accordo di cooperazione.

L'acquisizione sarebbe compatibile con le disponibilità di investimento di Generali, che da diversi anni punta a crescere nell'asset management. Proprio il risparmio gestito è uno dei filoni sui quali punta con maggiore decisione il piano strategico al 2021 del group ceo Philippe Donnet per crescere. Il gruppo finora ha speso 1,6 miliardi in acquisizioni: dal perfezionamento dell’acquisto di Seguradoras Unidas in Portogallo fino allo shopping in India, Ungheria, Slovenia, Slovacchia e Grecia. Il Leone dispone però di oltre un miliardo da impegnare nell'M&A anche dopo l'annuncio, all'inizio di questa settimana, dell'opa su Cattolica, per la quale ha messo in conto di spendere fino a 1,18 miliardi di euro a patto di non dover ritoccare il prezzo di 6,75 euro offerto per le azioni della compagnia veronese. Una eventualità in cui la Borsa continua a credere, come dimostra l'apprezzamento del titolo di Cattolica ieri stabile (-0,030 a 7,13 euro) stabilmente al di sopra del prezzo dell'opa.

A breve la compagnia guidata da Carlo Ferraresi nominerà i suoi advisor, con Kpmg e Goldman Sachs in pole position. L'opa delle Generali su Cattolica dovrebbe partire a fine settembre per concludersi all'inizio di novembre. È questa la tempistica indicativa dell'offerta, secondo la scaletta che il Leone di Trieste ha condiviso con il mercato e gli investitori. Entro il 20 giugno il Leone depositerà in Consob il documento di offerta e si attende di ottenere le approvazioni delle authority coinvolte per l'inizio di settembre, così da permettere all'authority di Borsa - che deve attenderle prima di approvare il prospetto - di dare il disco verde all'opa per metà settembre.

Se questa tempistica fosse rispettata l'offerta arriverà sul mercato a fine settembre, preceduta dal giudizio del cda di Cattolica sulla congruità dell'offerta. L'opa non avrà ripercussioni negative per il merito di credito del Leone, secondo Fitch, che ha confermati i rating di Generali con outlook stabile. L'acquisizione, ha spiegato l'agenzia Usa, sarebbe «neutrale» per la capitalizzazione, la leva finanziaria di Generali che grazie a Cattolica «rafforzerebbe la posizione di mercato in Italia». —