Intesa, la nuova Banca dei Territori con dodici direzioni regionali

Stefano Barrese

Riorganizzazione alla luce dell’acquisizione di Ubi Banca. I manager Gabrielli e Nieddu al posto di Simonato, promosso alla direzione Agribusiness

MILANO. Rilanciare la fiducia delle piccole e medie imprese sostenendone gli investimenti verso la digitalizzazione; favorire la transizione ecologica, l’internazionalizzazione e i sistemi di filiera; affiancare le famiglie e i giovani nelle scelte immobiliari e di gestione del risparmio; estendere i servizi digitali e multicanale evoluti a supporto dei clienti. Sono i quattro filoni sui quali punta la Banca dei Territori, la struttura commerciale italiana del gruppo Intesa Sanpaolo.

Alla luce dell’acquisizione di Ubi Banca, Ca’ de Sass è passata da quattro a dodici direzioni regionali. In particolare Renzo Simonato, a lungo riferimento nordestino del primo gruppo bancario, è stato promosso alla guida della neo costituita direzione Agribusiness, che vuole presidiare uno dei maggiori settori produttivi italiani, alle prese con grandi trasformazioni in senso tecnologico.

Un settore che vale l’11% della ricchezza prodotta ogni anno nel nostro Paese, che Intesa presidia con 230 punti operativi al servizio di 80 mila imprese clienti, che valgono oltre 12 miliardi di euro di impieghi. Al suo posto due colleghi: Roberto Gabrielli, al quale viene affidata la direzione regionale Veneto Ovest (le province di Padova, Rovigo, Verona e Vicenza) e Trentino Alto Adige, e Francesca Nieddu, chiamata a presidiare Veneto Est (Venezia, Treviso e Belluno) e Friuli Venezia Giulia.

Gabrielli, 50 anni, arriva da Ubi, dove nel tempo ha ricoperto diversi ruoli sia commerciali sia direttivi fino a divenire nel 2018, responsabile della macro area territoriale Marche e Abruzzo. Mentre Nieddu ha iniziato a lavorare in Borsa Italiana, per poi passare in UniCredit, quindi in Capitalia e in Banca Imi. Dal 2007, anno di nascita di Intesa Sanpaolo, è entrata nella Banca dei Territori, dove ha ricoperto incarichi con responsabilità crescenti nello sviluppo dei sistemi di pagamento evoluti e nei processi di trasformazione digitale. Quindi è stata direttore commerciale retail presso la direzione regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

L’ultima novità a livello organizzativo è la nascita della direzione Impact (la direzione è stata affidata a Marco Morganti), che da diversi anni persegue gli obiettivi di impatto sociale del gruppo con 96 punti operativi in tutta Italia, ampliando le iniziative di inclusione finanziaria per ottenere ricadute visibili sulla collettività. «Con l’integrazione di Ubi rafforziamo ancor più il presidio del territorio alla vigilia di un passaggio cruciale per il nostro Paese come l’arrivo dei fondi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza», ha spiegato il responsabile della Banca dei Territori Stefano Barrese. Il quale si è mostrato ottimista sul futuro economico dell’Italia, «che può contare su un tessuto di imprese molto solido, sui modelli delle filiere e dei distretti fortemente integrati tra loro e con una spiccata vocazione all’export».

Ottimismo che è risuonato anche nelle parole di Gregorio De Felice, capo economista del gruppo. «La ripresa sta prendendo piede e sarà evidente quando verranno diffusi i dati relativi al trimestre in corso«, ha sottolineato. «Per quest’anno ci aspettiamo una crescita del Pil italiano nell’ordine del 4,4%, con un +4% atteso nel 2022 e valori più contenuti a seguire». Gli scambi internazionali, secondo Intesa Sp, quest’anno cresceranno del 12% dopo il -10% dello scorso anno e il Triveneto potrà beneficiare di questa dinamica grazie alla presenza di un numero importante di imprese internazionalizzate.—