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Friulia, 40 milioni di euro per 20 operazioni in Pmi

L’assemblea della Spa approva il bilancio che chiude in utile di 4,6 milioni. Partecipazioni a quota 190 milioni di euro. Sostegno a 303 microimprese

Elena Del Giudice
2 minuti di lettura

La sede di Friulia a Trieste

 

TRIESTE. Oltre 40 milioni di euro dispiegati in 20 operazioni in altrettante imprese finalizzati al sostegno della crescita sia organica che per linee esterne, all’accompagnamento manageriale, al finanziamento alternativo d’impresa e al rilancio.

A queste si sommano altre operazioni di “finanza innovativa” utili ad accelerare lo sviluppo di 303 microimprese che «hanno potuto beneficiare di risorse finanziarie flessibili per un controvalore complessivo di 8,1 milioni di euro».

Declinata in numeri, questa l’attività di Friulia, la finanziaria del Friuli Venezia Giulia, il cui bilancio è stato approvato ieri dall’assemblea degli azionisti (presente l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli), svoltasi a Trieste.

Assemblea che ha provveduto anche al rinnovo del Cda confermando la fiducia alla presidente, Federica Seganti, che sarà affiancata da Barbara Bortolussi, Francesco Clarotti, Lucia Cristina Piu e Mario Pellegrini, che restano consiglieri.

Bilancio in utile per la Spa che archivia il 2020 con un utile di 4,6 milioni di euro, a fronte di ricavi da partecipazioni di 11,5 milioni. In aumento del 10% gli interventi, il cui ammontare complessivo è arrivato a 190 milioni di euro in 94 aziende partecipate di cui la stragrande maggioranza, l’80%, sono Pmi, che impiegano 10.800 addetti e che valgono circa 2,7 milioni di euro di fatturato.

«Numeri rilevanti - spiega la presidente Seganti - che, sommati a quelli delle partecipate strategiche, Autovie Venete, Finest e Interporto Trieste, corrispondono a poco meno del 10% del fatturato e dei dipendenti delle società di capitali con sede in regione».

Friulia per le imprese

E a proposito di Interporto Trieste, Friulia - con un’operazione formalizzata nel dicembre scorso - è scesa nel capitale della società dal 46,99 al 31,99%, consentendo in questo modo l’ingresso di Duisport, il maggiore terminalista intermodale a livello globale, che ha rilevato la quota del 15%. Un’operazione finalizzata allo sviluppo e all’internazionalizzazione di un’azienda strategica e assegnando a Interporto Trieste il ruolo di hub nel settore della logistica regionale.

Tra le altre operazioni di rilievo pianificate nel 2020 e concretizzatesi nell’anno in corso, c’è anche l’aumento di capitale di 3,1 milioni di euro di Friulia in Biovalley Investments Partner spa, holding industriale specializzata nella ricerca e nella commercializzazione di farmaci orfani e in investimenti in società innovative che operano nelle tecnologie avanzate per la medicina. Con questa mossa, il Bic, Business Innovation Center, nato nel 1986 come secondo incubatore certificato italiano, è stato integrato in Bip, consentendo la creazione a Trieste di un polo del Bio Higth Tech di rilievo nazionale e internazionale, composto da 13 aziende per un fatturato di 7,8 milioni di euro. La terza operazione di rilievo è stata l’aumento di capitale in PerMicro, il principale operatore di microcredito del Paese, con l’obiettivo di stringere un’alleanza per lo sviluppo del microcredito in Fvg.

Federica Seganti

 

Segnalato in incremento l’interesse per i minibond, strumento di finanziamento per le aziende che possono reperire fondi dagli investitori fornendo in cambio titoli di credito. Nel 2020 sono state 8 le operazioni di questa natura per un valore di 16,4 milioni di euro. Il capitolo della “finanza innovativa” definito da Friulia con l’obiettivo di permettere alle imprese, soprattutto micro e piccole, di accedere a forme di finanziamento con un iter agevolato, annovera 303 microimprese che hanno potuto beneficiare di risorse finanziarie flessibili per un controvalore di 8,1 milioni. Tra queste molte appartenenti ai settori più colpiti dalla pandemia, come il turismo, attraverso il Turismo Multiloan Fvg.

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