Mediobanca, blitz di Caltagirone sale a 2,8 per cento e si prenota per il 5 per cento: lo sguardo su Generali

Secondo gli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti Caltagirone dal 12 luglio ha infatti in mano come strumenti finanziari e aggregati, il 5,055% di Piazzetta Cuccia di cui il 2,88% in azioni, quindi con diritti a votare alle assemblee, e il restante 2,175% in contratti di opzione put

MILANO. Francesco Gaetano Caltagirone si rafforza in Mediobanca. Dopo aver fatto il suo ingresso nella banca con un quota 'segnaletica' dell'1% l'imprenditore romano ha proseguito gli acquisti e si è portato al 2,88% con diritto di voto superando però la soglia del 5% del capitale della banca se si considerano anche le posizioni lunghe.

Secondo gli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti Caltagirone dal 12 luglio ha infatti in mano come strumenti finanziari e aggregati, il 5,055% di Piazzetta Cuccia di cui il 2,88% in azioni, quindi con diritti a votare alle assemblee, e il restante 2,175% in contratti di opzione put.

Di questa parte lo 0,113% reca come data di scadenza il 16 luglio 2021 - e l'opzione non risulta essere stata esercitata in quanto non conveniente -, un altro 0,113% ha scadenza il prossimo 20 agosto mentre un più corposo 1,95% scade il 17 settembre. Per quanto riguarda il 2,88% si tratta di una partecipazione detenuta dal costruttore romano tramite le società controllate Istituto Finanziario 2012, Capitolium, Mantegna 87, Calt 2004.

Se questi sono i dettagli tecnici quello che si concretizza è la crescita di Caltagirone di pari passo con Leonardo del Vecchio. Il numero uno di EssilorLuxottica proprio all'inizio di luglio ha incrementato ancora la sua presenza in Mediobanca arrivando al 19%, a pochi passi dalla soglia del 19,9% dove può portarsi col il via libera della Bce.

Per entrambi gli imprenditori, che sono anche i maggiori soci di Generali dietro a Piazzetta Cuccia, la partita nell'istituto milanese viene giocata con in occhio rivolto alla compagnia triestina. Quel che Caltagirone ha già indicato con le ultime mosse fatte sul fronte triestino - la più eclatante delle quali è di non aver portato il suo pacchetto di azioni all'ultima assemblea sul bilancio - è di avere maggior voce in capitolo sulle strategie, la governance e in ultima analisi sull'assetto di vertice del Leone, di cui è vicepresidente vicario.

La prima partita da giocare è quella del rinnovo del board, e quindi alla scelta del ceo, all' assemblea di Generali dell'aprile 2021.