De’ Longhi e Marzotto, la Borsa porta milioni ai manager che vendono le azioni

In molti capitaizzano il momento d’oro: per il colosso del Pinguino il valore del titolo è raddoppiato

TREVISO. Vendo e sono felice. Incassi milionari per manager e azionisti delle quotate nordestine grazie alla crescita impetuosa in Borsa negli ultimi mesi. Due nomi su tutti: Stefano Marzotto, consigliere di Zignago Vetro, in sette mesi circa si è portato a casa quasi un milione (972 mila euro circa) grazie a ripetute cessioni di titoli dell’azienda con sede a Portogruaro. Situazione analoga a quella di Silvia de’ Longhi, figlia del fondatore del gruppo trevigiano del Pinguino, chief corporate services officer dal 2016: la manager della multinazionale di famiglia, 37 anni tra pochi giorni, ha venduto quasi 25 mila azioni De’ Longhi a un valore di circa 39,51 euro ciascuna, realizzando a sua volta quasi un milione (959 mila euro circa).

Quella di Silvia de’ Longhi è una presa di beneficio comune a molti manager della società trevigiana, che hanno deciso di monetizzare il momento d’oro del gruppo che sta facendo registrare bilanci da record (ricavi a 1.431,8 milioni nel primo semestre 2021, in crescita del 65%, utile netto a 180, 8 milioni di euro, +319,5%) e valutazioni azionarie di conseguenza (+36% la performance a un anno).

Come Silvia, anche il direttore finanziario Stefano Biella ha ceduto di recente ventimila azioni in due tranche, incassando circa 766 mila euro. Nicola Serafin, chief operating and technology officer in De’ Longhi dal 2016, con quattro cessioni tra fine maggio e giugno ha portato a casa circa 690 mila euro.

Si tratta dei puri incassi di cessione, dai quali va sottratto il costo di carico dei rispettivi pacchetti azionari. Il guadagno netto è comunque molto consistente: i manager De’ Longhi hanno messo in portafoglio le azioni acquistandole a 20,46 euro nel piano di stock option, cedendole nelle ultime settimane a valori fra i 37 e i 40 euro, di fatto andando vicini al raddoppio.

Nel caso di Zignago, molti acquisti da parte di Marzotto risalgono al periodo fra dicembre 2020 e gennaio 2021, a prezzi tra i 12 e i 13 euro per azione: la cessione nelle ultime settimane è avvenuta con quotazioni fino a 18,50.

La cornice è quella di un indice Ftse Mib a sei mesi che ha fatto registrare un +12,48%, a un anno +29,51%, performance che ha toccato il +66,49% nel caso del Ftse Aim.

Oltre a chi vende per capitalizzare c’è anche chi compra, scommettendo nella crescita della propria azienda: Stefano Beraldo, per esempio, amministratore delegato di OVS, nell’ultimo mese ha rilevato direttamente o tramite società a lui riferite circa 130 mila azioni, a un prezzo attorno agli 1,70 euro ciascuna.