Generali Real Estate verso la meta. Parte il cantiere di Citywave

È il terzo "building" del quartiere milanese di Citylife: lavori da finire entro il 2025. Qualità della vita e sostenibilità, l'ad Mazzocco: «Nuovo paradigma per il mondo»

TRIESTE.  Dopo le tre torri da 209 a 177 metri di altezza che hanno cambiato lo skyline di Milano e caratterizzato un progetto nato tra mille difficoltà e poi rivelatosi un grande successo, tocca alla quarta torre.

Così definita con un azzardo lessicale dato che si svilupperà in orizzontale.

Parte il cantiere per la realizzazione di Citywave, il building direzionale che andrà a completare Citylife, iniziativa di riqualificazione gestita da Generali Real Estate nella città di Milano.

La nuova struttura - dalla forma ondeggiata - porta la firma dello studio Big (Bjarke Ingels Group), scelto tra i partecipanti per il carattere innovativo del progetto, che mette al centro la qualità della vita e la sostenibilità.

Si tratterà del primo edificio a uffici interamente a impatto zero, grazie a 11mila metri quadri di pannelli fotovoltaici e una sistema per la raccolta e il riuso delle acque piovane, oltre a una soluzione per l'uso termico delle acque di falda.

Un edificio destinato a fare scuola, secondo Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Generali Real Estate e presidente di Citylife, dato che «integra obiettivi di impatto positivo sull'ambiente e sulla qualità della vita con nuove articolazioni degli spazi a valle dello shock da lockdown. In questo senso, stiamo definendo un nuovo paradigma per il mondo», ha aggiunto con enfasi.

I lavori termineranno nel 2025 e segneranno la fine di un progetto di riqualificazione partito nel 2003 e che il gruppo triestino ha ereditato come sviluppatore dopo che i costruttori inizialmente finanziati sono finiti gambe all'aria.

Il quartiere, interamente pedonale e dotato di un parco che a fine anno arriverà a 170mila metri quadrati, in queste settimane si sta ripopolando man mano che il personale di Generali, Allianz e PwC (occupano una torre a testa) torna a lavorare almeno in parte in ufficio. Mentre gli operai sono al lavoro anche nella zona opposta a quella che ospiterà il complesso a onda per realizzare l'ultimo lotto delle residenze Libeskind.

«Con Citywave andremo a completare di un percorso che ha reso il nuovo quartiere una destinazione unica a Milano, dove qualità della vita, innovazione e sostenibilità si incontrano», ha spiegato nel corso della presentazione Armando Borghi, ad di Citylife.

Quindi, in merito alla commercializzazione dell'edificio, ha sottolineato come sia in corso «un dialogo avanzato con primari operatori di mercato».

Citylife è il fiore all'occhiello di Generali Real Estate, braccio immobiliare del gruppo Generali, che complessivamente gestisce un portafoglio da 33 miliardi di euro, nel quale l'Italia pesa circa un terzo, alla pari con la Francia, e per il resto è comporto soprattutto da asset ubicati in Germania e nei Paesi dell'Est Europa.

Il braccio operativo è costituito da dieci fondi gestiti da Generali Real Estate Sgr, che investono nelle principali città del Vecchio Continente, con differenti specializzazioni: strade al top per lo shopping, logistica, centri commerciali e residenziale.

In Italia le direttrici principali di investimento sono Milano e Roma, ma non mancano le iniziative nel Triveneto. A Trieste a fine giugno ha aperto i battenti il nuovo caffè Illy a Palazzo Berlam, mentre a Venezia c'è il cantiere delle Procuratie Vecchie, che dovrebbe essere completato a fine anno. 

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