La famiglia de’ Longhi passa alla cassa: venduto il 4% della quotata per 212 milioni

Giuseppe e Fabio de' Longhi

Un pezzettino del gruppo industriale delle macchine per caffè ceduto sul mercato degli investitori istituzionali: la Borsa non gradisce e il titolo lascia sul terreno il 9%

TREVISO. De’ Longhi colloca il 4% del capitale e in Borsa il titolo lascia a fine giornata il 9% a 35,38 euro. La cessione, avvenuta oggi 14 settembre 2021 per un corrispettivo complessivo di circa 212 milioni di euro, non ha alcun effetto sul controllo dell'azienda che resta saldamente nelle mani della holding De’
Longhi Industrial. Il collocamento, curato da Ubs, è stato realizzato attraverso una procedura di “accelerated bookbuilding” riservata a investitori qualificati ed è stato chiuso al prezzo di 35,38 euro, con uno sconto del 9% rispetto ai 38,88 euro della chiusura della seduta di lunedì.

Diluizione ma sopra la maggioranza assoluta

A vendere sono stati De’ Longhi Industrial (Dl Industrial), azionista di controllo di De’ Longhi con il 56,5% del capitale, e il presidente Giuseppe de’ Longhi (circa l'1,2% della società), che hanno avviato congiuntamente la vendita di circa 6 milioni di azioni, pari appunto a circa il 4% del capitale, di cui circa 4,24 milioni della holding e circa 1,76 milioni di Giuseppe De’ Longhi. Al completamento della transazione la partecipazione di Dl Industrial si diluisce a circa il 53,7% del capitale sociale e a circa il 66,8% dei diritti di voto. Previsto come da prassi un vincolo di lock-up di 180 giorni sulle quote che restano alla holding e a Giuseppe De’ Longhi.

Esercizio di forte espansione
Nel primo semestre il gruppo ha visto l'utile volare a quasi 181 milioni. I ricavi netti si sono attestati a 1,4 miliardi di euro (+59,7% e a cambi costanti la crescita è stata del 65,4%), con un Ebitda adjusted pari a 251,4 milioni (230 milioni a perimetro omogeneo), in crescita del 124,9% e pari al 17,6% dei ricavi, in miglioramento di 5,1 punti percentuali sui ricavi rispetto all'anno precedente. A marzo scorso De’ Longhi ha confermato la strategia di crescita per il triennio al 2023, con vendite attese in crescita ad una media annua a cambi costanti tra il 10% e il 12 per cento.