Solare e idroelettrico, le strategie dei fondi

Fonti energetiche alternative: da Palladio a Finint, il private equity punta a Nordest quasi un miliardo di euro in 10 anni

Circa 900 milioni di investimenti nel settore delle rinnovabili a Nordest negli ultimi 10 anni. E questi sono solo i dati certi, perché nella maggior parte dei casi le società di private equity non comunicano l’ammontare delle loro operazioni. Il più consistente registrato riguarda Macquarie, 335 milioni, in Hydro Dolomiti Enel per il 49 per cento del capitale. Altri 16,1 milioni da Mandarin Capital Partners per il 18 per cento di Ladurner. In entrambi gli investimenti è il Trentino Alto Adige che fa la parte del Leone a Nordest. Conferma che arriva anche con l’ultimo investimento, anno 2021 che vede l’ingresso come lead investor in Dolomiti Energia Holding di Equitix con il 5 per cento del capitale e come obiettivo ovviamente lo sviluppo di energie rinnovabili.

In Veneto ci sono due soggetti storici del private equity e della finanzia d’impresa che si stanno muovendo in questo settore. Il primo è la Palladio di Roberto Meneguzzo che ha istituito al proprio interno una vera e propria piattaforma finalizzata agli investimenti green con focus sulle energie rinnovabili. La società finanziaria vicentina ha effettuato, tramite il fondo ForVei II in partnership con Foresight, acquisizioni per circa 60MW di fotovoltaico e ha avviato anche un progetto greenfield di un impianto fotovoltaico. Il fondo, spiega la società, ha già raccolto 90 milioni di euro tra Italia, Inghilterra ed Asia.

Primo impianto

Vei Greenfield ha avviato la costruzione di un primo impianto fotovoltaico per il libero mercato e sta sviluppando una pipeline di nuove iniziative per più di 150MW. Infine Spicy Green è il veicolo, sviluppato e gestito insieme a Illimity Bank, che si occupa dell’acquisto e della gestione di crediti Utp/Npl del settore energy italiano.

Finint Investments Sgr, parte dell’omonimo gruppo finanziario che fa capo a Enrico Marchi, è uno dei leader in Italia nella gestione di fondi comuni di investimento nel settore energy: gestisce attualmente, attraverso tre fondi immobiliari e due fondi mobiliari, oltre 125 MWp di impianti di generazione di energia elettrica da fonte rinnovabile e impianti destinati all’efficientamento energetico.

Tra gli investimenti dei fondi rientrano parchi fotovoltaici (sia a terra, sia su coperture), parchi eolici, impianti idroelettrici, impianti di cogenerazione a gas/biomassa e impianti di illuminazione pubblica. Recentemente è stato anche istituito e avviato un fondo dedicato ad investimenti nel settore fotovoltaico in market parity, ovvero impianti da fonte rinnovabile che non beneficiano di forme di incentivazione pubblica.

Nello specifico la sgr è attiva nel segmento di mercato da oltre 12 anni con un team di professionisti dedicato alla strutturazione e gestione diretta di tali investimenti, effettuati sia acquisendo impianti operativi nel mercato secondario, sia sviluppando nuova capacità rinnovabile partendo da progetti greenfield. Tra gli investitori dei fondi ci sono soprattutto operatori istituzionali, sia italiani che esteri.

Finint Investments Sgr nel comparto energie rinnovabili ha un Asset Under Management di 377 milioni di euro, una potenza impianti per 126,18 MWp (dati aggiornati a fine giugno 2021 ndr).

I Fondi “energy” nascono dall’opportunità di coniugare investimenti decorrelati dall’andamento dei mercati borsistici, resilienti rispetto a shock congiunturali, caratterizzati da buone performance e flussi di cassa costanti, con progetti che rispettano criteri Esg e creano valore per il sistema Paese contribuendo alla transizione energetica in atto e promuovendo un impatto ambientale e sociale di lungo periodo.

Rating Esg

Tutti i fondi energy della società perseguono obiettivi di sostenibilità e recentemente alcuni di questi prodotti hanno richiesto il rating Esg ad una delle principali agenzie di rating internazionali specializzate nella quantificazione di tali fattori. Inoltre da inizio anno Finint Investments SGR è diventata firmataria del PRI (Principles For Responsable Investments), ovvero la più grande organizzazione a livello mondiale - voluta dalle Nazioni Unite - per promuovere investimenti sostenibili all’interno del mondo finanziario.