Loeser: Nordest in forte ripresa farà concorrenza anche alla Cina

Parla l’amministratore delegato di Arca Fondi Sgr (gruppo Bper Banca) sulla situazione dei mercati post-pandemia e la svolta digitale

TRIESTE Ugo Loeser, triestino, è amministratore delegato e direttore generale di Arca Fondi Sgr (Gruppo Bper Banca) dal marzo 2011. Ha cominciato la carriera nel mondo dell’investment banking internazionale nel 1990 a Londra. A Londra con Goldman Sachs si è occupato di sviluppo di modelli matematici applicati ai derivati con economisti del calibro di Robert Litterman e del premio Nobel Fischer Black.

Loeser, come vede la situazione dei mercati nel post-pandemia?

«I trilioni di euro messi in campo dai governi per contrastare gli effetti della pandemia hanno rimesso in moto l’economia mondiale. La ripresa è confermata dal livello degli utili delle aziende che sono cresciuti in tutti i settori. La stessa performance positiva dei mercati finanziari non è effetto di una bolla ma del combinato disposto di una serie di fattori positivi come i tassi negativi e un forte impegno delle banche centrali a evitare squilibri finanziari. Il mercato dei capitali è sempre più integrato e capace di trasferire le risorse all’economia reale. Dalla pandemia usciremo tutti cambiati».

L’economia corre tuttavia la fiammata delle materie prime sta mettendo sotto pressione l’economia. Vede Cigni Neri all’orizzonte?

«Il balzo del costo delle materie prime finirà per favorire i mercati emergenti. Il rischio oggi è quello di ritornare alla crescita zero una volta recuperati i livelli di espansione economica pre-Covid. Il nuovo Cigno Nero potrebbe arrivare a causa di una crisi del debito oppure una nuova fiammata inflazionistica tale da costringere le banche centrali a stringere nuovamente i tassi. Esistono poi crisi geopolitiche che potrebbero ripresentarsi come le tensioni fra Cina e Taiwan».

L’Austerity europea è finita. Quale sarà la nuova normalità una volta usciti dalla pandemia?

«La manovra delle banche centrali, compresa la Bce, che lo scorso anno hanno comprato titoli di Stato a ritmi senza precedenti, ha avuto successo. Uno choc fiscale paragonabile al piano Marshall, che dagli Usa all’Europa ha assicurato risorse finanziarie importanti ai governi e fatto ripartire l’economia reale. Ai governi spetta ora il compito di salvaguardare la fiducia di investitori e mercati«.

Oggi si parla molto di una economia eco-sostenibile: dal clima alla necessità di fonti energetiche alternative. Che ne pensa?

«Dobbiamo rafforzare l’idea di un’Europa integrata e solidale come ci ha insegnato la pandemia. La mutualizzazione del debito non è più un tabù come dimostra il lancio di un Eurobond, con cui l’Unione punta a raccogliere sui mercati 800 miliardi da qui al 2026, che prima della pandemia sarebbe stato utopico solo immaginare. Metà di queste risorse sono green bond perchè la transizione energetica avrà bisogno di mezzi importanti. C’è più consapevolezza sul fatto che dobbiamo impegnarci per un futuro sostenibile. Penso alla decarbonizzazione, allo sfruttamento dell’energia pulita, all’avvento dell’auto elettrica».

Come procede l’economia nordestina?

«Le imprese nordestine dovranno adattarsi ai nuovi paradigmi della digitalizzazione sperimentati durante la pandemia. Oggi il Nordest resta un’area di eccellenza con grandi prospettive di ripresa industriale. La corsa fra imprese vincenti e perdenti si deciderà sulla nuova economia digitale. Siamo alla vigilia di un grande salto industriale in attesa della nuova versione di Internet. Il Nordest ha visione, forza e capacità organizzative per tornare a essere protagonista sui mercati mondiali anche rispetto al colosso cinese». —

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