Da Unicredit 2,5 milioni di finanziamento alla cooperativa veronese Quid

In 8 anni di attività la coop ha aperto 10 negozi monomarca e un e-commerce. Amatissima da stampa e blog, compreso quello di Chiara Ferragni 

VERONA. La cooperativa Quid, nata a Verona nel 2013 dall’idea di cinque amici appassionati di moda e sociale, si prepara a crescere ancora grazie al sostegno di Unicredit. La coop ha infatti sottoscritto con la banca un accordo per il finanziamento a impatto sociale di 2,5 milioni di euro. Al raggiungimento degli obiettivi, potrà anche beneficiare di un’erogazione liberale di 30 mila da utilizzare per potenziare il progetto di welfare aziendale Libera-mente.

Dalla sua fondazione, nel 2013, la coop si è fatta strada conciliando  moda, sostenibilità, occupazione al femminile. Mondi apparentemente distanti, quasi impermeabili l’uno all’altro, che invece sotto il cappello di Quid hanno trovato un modo unico per dialogare. Con quanto “profitto” lo dicono i numeri e la grande attenzione che le è stata dedicata, dalla stampa di settore ai blog. Uno per tutti “The blond salad” di Chiara Ferragni.  

In questi suoi primi 8 anni di vita la coop scaligera, che  dà lavoro a donne in condizione di svantaggio o fragilità, producendo abbigliamento femminile a partire da rimanenze di tessuto, ha infatti aperto 10 negozi diretti e 50 multibrand, una piattaforma propria di e-commerce e tre laboratori (due dei quali nel carcere di Montorio). Ha dato lavoro a 155 dipendenti di 21 nazionalità, garantendo una spiccata presenza femminile in azienda dove “rosa” è l’84% della forza lavoro, il 78% del management team e il 67% del Cda. 

Sforzi che le sono valsi una serie di premi: dallo European Social Innovation Competition del 2014 al più recente Responsible Disruption Award dei Green Carpet Fashion Awards (2020).
Grazie al supporto di Unicredit l’impresa sociale ora rilancia con un nuovo piano di crescita che prevede lo sviluppo di nuove linee di produzione, il potenziamento della piattaforma di e-commerce e l’apertura di 3 nuovi Quid Store, il tutto finalizzato alla creazione  di 12 nuovi posti di lavoro.

Quid prevede inoltre di sviluppare ulteriormente i  percorsi di economia circolare già intrapresi con collezioni sempre più sostenibili, attraverso la valorizzazione di tessuti in eccedenza, giacenze di magazzino e tessuti di filiera sostenibile.
«Il percorso intrapreso in questi anni dalla Cooperativa Quid è lodevole sotto ogni punto di vista: non solo per l’impegno nei confronti di categorie svantaggiate, l’attenzione alla parità di genere e lo ricerca continua in tema di sostenibilità - dichiara Luisella Altare, regional manager Nord Est di UniCredit –, ma anche per lungimiranza e capacità imprenditoriale a sviluppare traiettorie di crescita solide. Con interventi di finanza sostenibile come questo, UniCredit intende generare un circolo virtuoso con ritorni concreti per le persone e il territorio in cui opera».
«Con me, Quid tutta sta intraprendendo un viaggio doppiamente coraggioso, doppiamente entusiasmante e doppiamente impervio: quello di una start-up sociale e sostenibile in crescita e quello di una realtà produttiva che per missione e per scelta vuole essere motore di impatto sociale – spiega Anna Fiscale, fondatrice e presidente di Quid e cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – . Avere al nostro fianco un partner come UniCredit, saldo e lungimirante rispetto a valori che sono anche i nostri, ci permetterà nei prossimi anni di immaginare una società e un mercato della moda sempre più sostenibili e sempre più inclusivi, contribuendo in maniera decisiva al futuro delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori, delle nostre comunità e del nostro territorio».
L’intervento della Banca rientra nel più ampio ambito di attività della Social Impact Banking, l’iniziativa lanciata da UniCredit nel 2017 con l’obiettivo di identificare, finanziare e promuovere persone e imprese che possono avere un impatto sociale positivo.
Più nel dettaglio il prestito è un’operazione di Impact Financing, rientrante cioè nel novero delle attività di sostegno della banca a imprese profit e non profit che abbiano evidenti intenti sociali addizionali e misurabili, nei settori come sanità e assistenza sociale, educazione e formazione, recupero delle periferie e beni/aree restituite al territorio, alloggio sociale e tutela e valorizzazione patrimonio artistico e culturale, turismo sociale e agricoltura sociale, oltre a qualunque settore che favorisca l'inserimento lavorativo di categorie svantaggiate. L’offerta propone finanziamenti agevolati e la possibilità per le imprese eleggibili di beneficiare di una liberalità o di una parziale retrocessione degli interessi al raggiungimento di predeterminati obiettivi condivisi e accompagnamento a cura dei volontari di UniGens.

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