La “nuova” Civibank è già sotto pressione Sparkasse si muove per tentare la scalata

La sede di Civibank a Cividale del Friuli

Approfondimenti tecnici e incontri al vertice: CariBolzano al lavoro per integrare l’ultima banca autonoma del Fvg

UDINE. La strategia sembrava chiara: un’alleanza finalizzata a far nascere un polo bancario, e magari anche assicurativo, a Nordest. Un’alleanza, appunto. E i protagonisti principali erano Sparkasse, la Cassa di risparmio di Bolzano, e Civibank, l’ex Popolare oggi Spa e benefit, in cui l’istituto bolzanino era socio con lo 0,15%, salito poi poco al 9,18%, e quindi balzato al 17.09% grazie all’operazione di aumento di capitale lanciata da Cividale.

Ora pare che le intenzioni siano altre e vadano oltre la semplice alleanza, oggi alle battute iniziali degli studi sulle possibili sinergie, con ambizioni di scalata da parte di Sparkasse su Civibank. Rumors circa approfondimenti tecnici sulle possibili integrazioni si fanno sempre più insistenti, senza che nessuno dei protagonisti sia disponibile a confermare ufficialmente l’avvio di un percorso che vada in questa direzione. Le ragioni sono diverse. Si spazia da quelle di opportunità a quelle di necessità.

A quest’ultima categoria appartengono i nulla osta dell’autorità di vigilanza che, a oggi, deve ancora ufficializzare il via libera a Sparkasse per salire sopra il 10% in Civibank. L’operazione, come detto, è già stata fatta e ovviamente comunicata, e si resta in attesa dell’ok da Bankitalia che ha 60 giorni di tempo per notificarlo (scadranno prima della fine del mese di novembre). Dopodiché che cosa potrebbe accadere?

Fino a questo momento gli eventi si sono susseguiti sulla base di quel disegno di alleanza di cui abbiamo accennato all’inizio, in sostanziale sintonia tra le due banche che operano in territori continui, senza contrapposizioni, con ambizioni di crescita tra Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Incontri di vertice, tra presidenti e direttori generali, ce ne sono stati e altri - di natura tecnica - ne seguiranno per verificare quali sinergie industriali siano possibili con l’obiettivo di migliorare e potenziare i servizi, generare efficienze e riduzione dei costi. L’idea - a Cividale - è quella di individuare due o tre progetti su cui collaborare.

La sede di Sparkasse a Bolzano

Prove tecniche di “fidanzamento”, qualcuno le ha già definite, che portano con sé l’idea del passo successivo: una formale proposta di matrimonio. Anche qui la logica guida il ragionamento: piccolo è bello, ma non troppo. E così c’è chi pensa ad una banca del Nordest, sì, ma che non ha sede in Fvg. Nel caso la mossa spetterebbe sempre a Caribolzano, che dovrebbe formalizzare l’intenzione di avanzare ancora nel capitale di Civibank. E solo a quel punto la parola spetterà ai soci della Spa, ormai l’ultima banca indipendente del Friuli Venezia Giulia. Che questo sia poi ancora un valore - l’indipendenza - è materia di dibattito. Vero che la trasformazione in Spa prima e l’aumento di capitale in Civibank sono operazioni che si sono concluse positivamente, ma l’ascesa di Sparkasse sopra il 17% è stata possibile grazie ad una risposta tutto sommato tiepida del territorio. Quindi ipotizzare che non si alzerebbero barricate di fronte all’avanzata degli altoatesini, non sembra un azzardo.

Un possibile scenario è dunque quello di una avanzata ulteriore di Sparkasse. Difficile che si pianifichi un’offerta pubblica di acquisto ostile, e le modalità per evitarlo ci sono. Sul fatto che si concluda con un successo, come detto dipenderà dai soci. Certo che è un disegno lontano da quello a cui ha lavorato fino ad ora il Cda di Civibank, guidato da Michela Del Piero, che non ha alcuna fretta - dopo aver sanato la banca, averla trasformata in Spa e portato a casa l’aumento di capitale - di rinunciare a quel progetto iniziale di alleanze strategiche e di autonomia.