La cavalcata in Borsa delle quotate nordestine: Ovs e Gibus spiccano con balzi oltre il 150%

Generali spinta dagli utili e dalla lotta fra i grandi soci Bene De’ Longhi, Carel e Danieli. H-Farm in calo

MILANO. La ripresa dell'economia e il proseguimento delle politiche accomodanti da parte delle banche centrali premiano le società quotate in Borsa, la maggior parte delle quali chiude il 2021 in forte progresso rispetto a inizio anno.

Piazza Affari è cresciuta del 22%, in linea con Wall Street e meglio della maggior parte delle altre Borse europee, e tra i titoli del Triveneto spiccano in particolare le performance dei titoli finanziari, tutti in forte crescita dopo le sofferenze del 2020.

A cominciare da Generali che si apprezza di oltre il 30%, beneficiando di performance finanziarie in progresso (nei primi nove mesi dell’anno il Leone ha accumulato utili netti per 2,25 miliardi di euro, cioè il 74% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e dell’appeal speculativo legato all’assemblea del 29 aprile prossimo, quando andrà in scena la battaglia per il controllo del gruppo triestino tra la cordata Mediobanca e quella Caltagirone-Del Vecchio.

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Ancora meglio ha fatto la controllata Banca Generali (+42%), che tra buon andamento del risparmio gestito e scelte azzeccate come la focalizzazione sui grandi patrimoni e l’accelerazione della transizione digitale viaggia su numeri superiori agli obiettivi indicati dal piano industriale e si appresta ad approvare quello nuovo con scadenza al 2024.

Performance positiva, ma meno brillante per Cattolica (+24%), che inizia a raccogliere i frutti dell’integrazione con Generali (nuovo azionista di riferimento), mentre Banco Bpm fa un balzo in avanti del 45% che potrebbe aiutarlo nella nuova stagione del risiko finanziario che si sta aprendo in Italia.

Ancora meglio fa Banca Ifis (+80%), brava a cavalcare il business dei crediti non performanti e a tenere sotto controllo le rettifiche durante la crisi pandemica.

Cambiando settore, da segnalare la performance stellare di Gibus (+174%), specializzata in pergole bioclimatiche e molto attiva sul fronte dell’internazionalizzazione, e di Ovs (+153%), con quest’ultima che trae beneficio non solo dalla ripresa dei consumi nel nostro Paese, ma anche delle strategie aziendali per rafforzare la quota del mercato nazionale (è arrivata al 9%) e di scelte lungimiranti per minimizzare l’impatto dell’inflazione sui costi di approvvigionamento. Il tutto affiancato da una progressiva riduzione della dipendenza dal credito bancario.

Restando nel campo dell’abbigliamento, Geox guadagna il 36% rispetto a inizio anno, con il mercato che conferma la fiducia nel management dopo il nuovo piano industriale che punta a 800 milioni di ricavi 2024, ben 200 milioni in più rispetto a quelli attesi per l’esercizio 2021.

In ambito industriale vola la friulana Danieli (+87%) tra ripresa della manifattura e svolta green della produzione, si apprezza di un terzo Carel Industries, premiata per la sua capacità di crescita sostenibile, e di un quinto De’ Longhi, mentre la regina della cantieristica Fincantieri mette a segno un +9%, che è un successo considerata la crisi delle crociere legata all’emergenza pandemica. Segno che la diversificazione del business voluta dall’ad Giuseppe Bono paga.

Bene anche EssilorLuxottica (+44%), che è rimasta quotata solo a Parigi. In controtendenza, invece, alcuni titoli a limitata capitalizzazione come la società di mobilità sostenibile Askoll Eva (-20%), la friulana Eurotech (-2,9%) e H-Farm (-4,6%). 

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