Generali, Caltagirone si è dimesso dal Cda: «Palesemente osteggiato»

Francesco Gaetano Caltagirone

Si è detto rammaricato il presidente della società,  Gabriele Galateri di Genola, che ha però replicato: «Le motivazioni addotte non possono che essere categoricamente respinte avendo la società sempre condotto la sua attività secondo criteri di assoluta trasparenza e rigorosa correttezza».

TRIESTE. Non c’è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, né la mossa era necessaria per la strategia scelta, ma piuttosto ha voluto marcare ancora più la distanza dagli avversari e tenere alta l’attenzione sulla partita. Trascorse poche ore dalle dimissioni di Francesco Gaetano Caltagirone come vicepresidente vicario di Generali, è il momento delle riflessioni sia tra i protagonisti della vicenda, sia tra gli operatori del mercato.

Rottura fragorosa

Dunque, dopo dodici anni ai vertici del Leone, l’imprenditore romano – che è anche il secondo azionista della compagnia con il 7,98% - ha deciso di lasciare il board. «Questa decisione è stata motivata dal consigliere dimissionario, richiamando un quadro nel quale la sua persona sarebbe palesemente osteggiata, impedita dal dare il proprio contributo critico e ad assicurare un controllo adeguato» fa sapere una nota del gruppo assicurativo diffusa nella serata del 13 gennaio 2022.

Accompagnata dalla replica del presidente Gabriele Galateri di Genola, il quale dopo aver espresso rammarico per la decisione, respinge le accuse: «Le motivazioni addotte non possono che essere categoricamente respinte avendo la società sempre condotto la sua attività secondo criteri di assoluta trasparenza e rigorosa correttezza, anche relativamente ai lavori per la presentazione di una lista per il rinnovo del consiglio, di cui ha costantemente informato le autorità di vigilanza».

La rottura finale, dopo mesi di tensioni in seno al cda, sarebbe avvenuta per due ragioni: lo scarso coinvolgimento del vicepresidente in sede di preparazione del piano strategico, che sarebbe stato consegnato ai consiglieri poche ore prima della discussione, e per la scelta di presentare alla prossima assemblea del 29 aprile una lista a firma del cda uscente, pur in mancanza di condivisione dei nomi in seno a quest’ultimo.

Le prossime mosse

Sarà quindi scontro aperto nell’assise primaverile, con la cordata Caltagirone-Leonardo Del Vecchio e Fondazione Crt (che sfiora il 16% e continua a crescere nel capitale) che sfiderà Mediobanca (12,9% delle quote e 17,25% dei diritti di voto). A quel punto risulterà decisivo il 34,75% in mano agli investitori istituzionali, tra società del risparmio gestito, fondi sovrani, casse di previdenza e fondi pensione. Oltre al 22,59% in mano al retail, che però costituisce una componente parcellizzata in migliaia di piccoli azionisti privati.

Piazzetta Cuccia punta alla conferma come ceo di Philippe Donnet, che a metà dicembre ha presentato il nuovo piano triennale fondato su una crescita per gradi dei principali indicatori di bilancio, grazie soprattutto all’accelerazione nei processi di digitalizzazione e a una grande disciplina operativa, con la promessa di garantire agli azionisti dividendi per 5,2-5,6 miliardi (dai 4,5 miliardi del precedente piano). Mentre i pattisti punterebbero ad accelerare sulla crescita, compresa quella per linee esterne, mettendo in conto anche la possibilità di ridurre la remunerazione dei soci.

Il nodo dei nomi

Le intenzioni saranno rese note in maniera dettagliate nel giro di poche settimane, con gli investitori che attendono di conoscere anche la lista alternativa per il cda. In particolare il manager candidato alla carica di ceo: dovrà essere una figura di elevato standing per fronteggiare Donnet, che finora ha sempre mantenuto le promesse fatte al mercato, ma al tempo stesso dovrà essere pronto ad accettare, in caso di mancata elezione, di farsi da parte per lasciare posto in consiglio allo stesso Caltagirone, a Romolo Bardin in rappresentanza di Del Vecchio e al candidato della Crt, dato che sono tre i posti previsti per lista di minoranza.

Nuovi sviluppi potrebbero arrivare a giorni.

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