Sparkasse in Civibank: «Ecco il nostro piano»

Primo incontro “blindato” ieri tra i vertici di CariBolzano e il Cda della Spa. Illustrato il progetto per l’istituto del Nordest in attesa dell’ok di BankItalia

UDINE. Per i beninformati la cordialità è stata solo rituale, a conferma che la mossa di Sparkasse su Civibank non ha raccolto solo entusiastici consensi, ma quello di ieri è stato solo il primo vis-à-vis tra i vertici della Cassa di risparmio di Bolzano, il presidente Gerhard Brandstätter e l’amministratore delegato e dg Nicola Calabrò, e il Cda di Civibank, presieduto da Michela Del Piero, presente anche il direttore generale Mario Crosta.

Il primo incontro, dunque, dopo la formalizzazione, avvenuta a dicembre, dell’intenzione degli altoatesini di lanciare un’Opa sull’ultima banca commerciale indipendente del Friuli Venezia Giulia, l’ex Popolare di Cividale, oggi Spa e benefit (offerti 6,50 euro per azione), al termine del quale i due istituti si sono limitati – con uno stringato comunicato – a confermare che sì, l’incontro ha avuto luogo.

Un incontro che «ha reso possibile l’avvio di un confronto sui contenuti dell’operazione annunciata da Sparkasse in data 9 dicembre 2021». Fine della nota.

Trapela che a parlare siano stati soprattutto Brandstätter e Calabrò che hanno illustrato al Cda di Civibank l’idea di progetto che sta dietro l’annunciata Opa. Operazioni che a oggi ha ottenuto un sostanziale via libera dall’antitrust e che invece è in attesa dell’autorizzazione da Banca d’Italia che dovrebbe arrivare entro marzo. L’ambizione della banca altoatesina è quella di dar vita a un gruppo bancario radicato a Nordest che, per numeri, si posizioni subito dietro i primi 4. In Civibank, Sparkasse però non punta ad essere l’unico socio.

L’obiettivo dichiarato è salire almeno al 45% della Spa friulgiuliana dall’attuale 17,09%, che è poi condizione «irrinunciabile» per CariBolzano, senza disdegnare una partecipazione maggiore, non necessariamente totalitaria. Ribadita ieri anche l’intenzione di rispettare l’identità e il mantenimento della sede legale, per Civibank in Fvg. Andasse in porto, l’operazione farebbe nascere un gruppo da oltre 16 miliardi di raccolta, 1.800 dipendenti, più di 170 filiali tra Trentino Alto Adige, Veneto e Fvg, circa 47 milioni di utile netto, numeri derivanti dalla somma algebrica dei due istituti e che non tengono conto delle sinergie di costi.

Il vis à vis di ieri con il Cda della banca friulana non è l’unico che ha impegnato i vertici dell’istituto di Bolzano negli ultimi giorni. Lo scorso 18 gennaio presidente e direttore hanno accolto l’invito a un incontro (virtuale) da parte del presidente e del direttore dell’Unione economica Slovena, Roberto Frandolič e Andrej Šik, a dimostrazione di come il territorio abbia alzato le antenne e stia seguendo con grande attenzione l’operazione annunciata da Sparkasse.
I vertici dell’Ures fanno sapere di aver voluto approfondire le prospettive che l’Opa apre rispetto alla presenza degli azionisti della Comunità slovena nella futura compagine sociale di Civibank - gruppo Sparkasse, di come la banca intenda preservare l’uso della lingua slovena nelle realtà bilingui in cui opera l’istituto e ancora della rappresentanza della comunità slovena nel futuro Cda, e delle possibilità di cooperazione tra Sparkasse e l’Ures circa la realizzazione di canali con la Slovenia, i Paesi dell’Alpe Adria e i Balcani, e i rapporti con le organizzazioni imprenditoriali locali.