Borean: Leone solido e pronto a crescere con le tecnologie

Cristiano Borean

Cfo dopo il tour con gli investitori da Londra a New York «L’Europa deve puntare sulla riconversione energetica»

Piercarlo Fiumanò / TRIESTE

Capo della finanza delle Generali, Cristiano Borean ha appena presentato il progetto per “mettere a sistema” il mondo Generali con quello della ricerca e delle istituzioni scientifiche triestine con lo studio dei big data e dell’intelligenza artificiale.

Un progetto a lungo coltivato per fare dialogare scienza e industria. Dopo la tesi di laurea al Cern di Ginevra, nel passaggio dalla fisica alla finanza, Borean è ormai entrato nella hall of fame dei top manager delle Generali. Il Cheaf Financial Officer del Leone, è anche presidente della Mib School of Management, la scuola internazionale di formazione manageriale che ha la sede principale a Trieste.

Ricordando il grande scienziato di matematica attuariale Bruno de Finetti, Borean è consapevole della grande tradizione scientifica triestina in questo campo: «Con questa iniziativa formativa vogliamo valorizzare l’ecosistema competitivo triestino. In questa città ci sono ancora molte potenzialità inespresse: spesso ci aggrappiamo ai fasti del passato ma senza cercare di disegnare una mappa per costruire il nostro futuro. Io parto dalla convinzione che Trieste e le Generali sono legate in modo indissolubile. Su questo avvertiamo un obbligo morale anche nei confronti dei nostri cittadini».

Borean non commenta il contropiano del fronte Caltagirone e la battaglia in corso sulla governance del gruppo. Il top manager triestino, che peraltro ha un PhD in fisica delle particelle, sottolinea che «le Generali sono da sempre fortemente orientate verso l’innovazione di prodotto e di processo. Nel nuovo piano industriale 2022-24, che prevede un investimento di 1,1 miliardi nella trasformazione digitale e tecnologica, abbiamo aumentato del 60% gli sforzi in questa direzione».

Come sono andati gli incontri con i fondi esteri e gli investitori istituzionali fra Londra, Boston e New York? «Le Generali, come altre multinazionali, hanno gestito una lunga fase di trasformazione resa necessaria dopo la crisi a livello globale innescata nel 2008 dal crack di Lehman Brothers. Il lavoro realizzato in questi anni ci ha permesso di raggiungere risultati eccellenti. Il business assicurativo è tipicamente di lungo periodo e ha i suoi tempi per effettuarne la trasformazione. Oggi siamo pronti ad affrontare in modo agile il mercato dove continuiamo a osservare e a cercare opportunità».

I big data, per Borean, sono la grande risorsa dello sviluppo futuro: «Dopo la crisi del capitalismo, con la globalizzazione si è passati nella civiltà dell’informazione dominata dai Big Data. Come però diceva Albert Einstein non conta la quantità delle informazioni ma come da queste riusciamo a estrarre conoscenza».

Il Cfo del gruppo triestino non replica a chi vorrebbe vedere un Leone più aggressivo sui mercati: «La società è in grande forma, finanziariamente solida e siamo pronti ad affrontare anche gli scenari più complessi. Per crescere serve strategia e disciplina».

Le ombre pesanti della guerra in Ucraina? «Una tragedia enorme che come tutti i conflitti non era prevedibile. La globalizzazione fine a se stessa, senza una visione strategica di indipendenza energetica e alimentare, può portare a conseguenze drammatiche. Per questo l’Europa non può restare passiva ma deve percorrere fino in fondo la strada della transizione energetica anche per non dover dipendere dal gas russo».

Le Generali, che hanno messo in campo il piano Fenice da 3,5 miliardi per la ripresa delle economie Ue, spingono molto sugli investimenti green: «Abbiamo emesso per primi in Europa obbligazioni subordinate green e bond sostenibili e creato linee green di finanziamento per la gestione dei rischi di liquidità e lanciato il primo green bond catastrofale».

Il dna triestino del management va valorizzato? «Da triestino, vivo il mio incarico di capo della finanza delle Generali con grande senso di responsabilità. La triestinità non ha bisogno di essere difesa come una specie protetta ma ciascuno ha la sua individualità e i risultati dipendono solo dalla qualità e capacità delle persone. Alle Generali siamo impegnati a costruire un futuro di crescita e sviluppo della compagnia e della città di Trieste».

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