Alle Generali parte il «Next normal»: così si torna in ufficio

Monica Possa, Group Chief HR & Organization Officer di Generali

Possa: lavoro da remoto per un massimo di tre giorni a settimana e due giorni in sede: «L’Academy ripartirà anche in presenza»

TRIESTE. Alle Generali è iniziato il post-pandemia. Si chiama Next Normal, il modello di lavoro operativo dal primo aprile, basato su un modello ibrido di lavoro in presenza e da remoto ormai adottato in tutto il gruppo.

Si tratta di una fase sperimentale, avviata al termine del periodo di emergenza sanitaria, che durerà un anno e segue l’accordo sottoscritto con i sindacati nel luglio 2021 sul lavoro agile. Come spiega Monica Possa, Group Chief HR & Organization Officer del gruppo triestino, responsabile del personale del gruppo a livello mondiale, le sedi della direzione centrale di Trieste e la Generali Tower di Milano, si stanno già tornando a riempire circa al 50% con una formula che prevede un massimo di tre giorni a settimana da remoto e due giorni in sede: «Si tratta di un modello ibrido che garantisce il diritto alla disconnessione al di fuori dell'orario di lavoro e che promuove un nuovo approccio culturale e competenze manageriali avanzate. Oltre 90% della popolazione Generali in Italia, secondo una indagine interna, si ritiene pronto a lavorare in questa nuova modalità. L’ufficio avrà una funzione diversa ma resterà importante e non scomparirà perchè crea un’identità aziendale». Questo modello di organizzazione del lavoro agile rispetta il Protocollo Ania-sindacati del 24 febbraio 2021 anche come efficace strumento di conciliazione vita-lavoro».

Possa è la responsabile del personale del gruppo a livello mondiale (72 mila nel mondo e 17 mila in Italia). Dopo quasi un decennio di esperienza nella consulenza in Gemini e Boston Consulting Group, è stata già responsabile delle risorse umane in Omnitel (dove ha lavorato con l’attuale ministro del governo Draghi VittorioColao)».

Le Generali restano un osservatorio di primo piano nel post pandemia e per capire le prospettive di ripartenza dell’economia. A Palazzo Berlam, nuova icona del gruppo triestino, è oggi sede dell’Academy, il centro di formazione internazionale del Gruppo la cui attività è iniziata in piena pandemia con il programma We Learn e l’ambizione di fornire a tutti i 72 mila dipendenti le nuove competenze di business digitali.

E proprio qui si può dire che il metodo ibrido sia stato sperimentato anche a livello di formazione dei manager: «Tutti i dipendenti-chiarisce Possa- hanno seguito i nostri programmi di formazione grazie a una combinazione di aule virtuali, corsi e-learning e comunità online. E nelle aule di Palazzo Berlam cio aspettiamo che a fine estate si riparta con le elezioni in presenza. Mini-master legati al mondo dell’innovazione coinvolgeranno più di un migliaio di persone grazie anche alla collaborazione con le istituzioni scientifiche triestine con i docenti della Mib School of management, Sissa e Università di Udine e Trieste.Qui studiamo i nuovi algoritmi per prevedere gli eventi catastrofali con competenze specifiche della fisica e della matematica. I nostri specialisti lavorano con il mondo della scienza triestina per elaborare nuovi modelli previsionali del rischio. Così valorizziamo l’ecosistema del’alta formazione scientifica triestina».

Nei giorni scorsi, presente il Cfo Cristiano Borean, è stata lanciata la prima iniziativa formativa del Business Translator Learning Path per formare i nuovi professinisti dei big data. Nella nostra Academy di Trieste stiamo formando i nuovi data scientist, una generazione di esperti di dati e algoritmi, attuari con competenze digitali, esperti in automazione.

Sono figure professionali difficile da reperire sul mercato. Possa sottolinea infine l’importanza del rispetto del ruolo delle donne nel gruppo: «In tutti i nostri sistemi di remunerazione abbiamo previsto indicatori di sostenibilità per valorizzare il ruolo delle donne nelle posizioni strategiche e nelle politiche di remunerazione. Oggi abbiamo circa 5800 donne a livello manageriale e 1500 in posizioni strategiche. L’obiettivo è di arrivare al 40% di donne che occupano posizioni strategiche entro il completamento del nostro piano stratgico al 2024». —

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