Ovs torna all’utile a quota 44,8 milioni, ricavi su del 33,4%

Ovs ha chiuso l'esercizio 2021-2022 (terminato il 31 gennaio 2022) con un utile netto rettificato di 44,8 milioni di euro, quando era negativo per 4,8 milioni al 31 gennaio 2021. L’andamento positivo ha caratterizzato i brand Ovs e Upim, e tutti i canali distributivi del gruppo, compreso l’e-commerce

VENEZIA. Prosegue la crescita sostenuta di Ovs. La catena di negozi di moda veneziana segna vendite nette a circa 1,36 miliardi di euro, +33,4% rispetto al 2020 e sostanzialmente in linea con i valori del 2019.

Ovs ha chiuso l'esercizio 2021-2022 (terminato il 31 gennaio 2022) con un utile netto rettificato di 44,8 milioni di euro, quando era negativo per 4,8 milioni al 31 gennaio 2021. L’andamento positivo ha caratterizzato i brand Ovs e Upim, e tutti i canali distributivi del gruppo, compreso l’e-commerce.

E il modello di prossimità targato Ovs funziona. «Preferisco aprire negozi di prossimità, voglio andare vicino alla gente, e lì che ci siamo concentrati con le aperture negli ultimi anni - commenta l’amministratore delegato di Ovs, Stefano Beraldo -. E sono quelli che vanno meglio. Molto bene anche i negozi ristrutturati: abbiamo iniziato con un’operazione di restyling dei punti vendita, investendo nella qualità dell’ambiente».

Cresce la quota di mercato Ovs, ora al 9,3% rispetto all’8,4% del 2020. Nei 12 mesi migliora il margine operativo lordo rettificato a 147,2 milioni, in crescita di oltre 74 milioni rispetto al 2020. Il flusso di cassa operativo è positivo per 129,8 milioni, cui si aggiungono 81 milioni derivanti dall’aumento di capitale perfezionatosi a luglio 2021.

La posizione finanziaria netta rettificata a 190,3 milioni è più che dimezzata rispetto ai 401,1 milioni del 31 gennaio 2021 e migliore di circa 120 rispetto a quella pre-pandemia (309,9 milioni al 31 gennaio 2020). «Siamo soddisfatti per la generazione di cassa che sancisce il ritorno ad un eccellente rapporto tra margine operativo e indebitamento - aggiunge Beraldo - siamo in salute, dopo anni che abbiamo dovuto pagare i debiti fatti da altri. Ora siamo in grado di sprigionare tutto il nostro potenziale di crescita».